Censura di Stato

"Clandestini" vietato, Salvini: "Se il giudice vuole fare politica perché non si candida?"

Il leader della Lega risponde alla condanna con i numeri delle richieste accolte: "Il 5% degli sbarcati sono rifugiati, gli altri sono solo invasori e clandestini"

Redazione
"Clandestini" vietato, Salvini: "Se il giudice vuole fare politica perché non si candida?"

Matteo Salvini è tornato oggi sulla vicenda della condanna inflitta alla Lega da un giudice del Tribunale di Milano, per aver affisso nell'aprile scorso i manifesti "Saronno non vuole clandestini" in merito all'arrivo di 32 richiedenti asilo, in una struttura vicina alle scuole della cittadina lombarda. "'Renzi e Alfano complici dell'invasione: Saronno non vuole clandestini'. Per questo manifesto la Lega è stata condannata a 10.000 euro di multa perché, secondo il giudice del Tribunale di Milano Martina Flamini, il termine 'clandestini' ha carattere 'discriminatorio e denigratorio'. Come è buono e accogliente il giudice Martina Flamini" ha scritto su Facebook il segretario leghista.

"Ma - ha aggiunto Salvini - se i dati dicono che su 181.000 sbarcati nel 2016 solo al 5% è stato riconosciuto lo status di 'rifugiato' in fuga dalla guerra, se i siriani sbarcati sono stati solo un migliaio, se in 60.000 non hanno neanche presentato domanda di asilo politico, se il 56% delle domande è stata bocciata, io continuerò a definire questa gente invasori e clandestini". Dopo aver ripetuto più volte il termine, ha così concluso: "Solo in un regime processano le parole. Se il giudice Martina Flamini vuole fare politica, perché non si candida?". Su Radio Padania, commentando la vicenda, Salvini ha aggiunto: "Mi aspetto di trovarla in politica come la Boldrini".

"Il termine 'clandestino' ha una valenza denigratoria e viene utilizzato come emblema di negatività" recita la sentenza, che prosegue: "È idoneo a creare un clima intimidatorio". Il leader della Lega già ieri aveva commentato con fermezza la decisione del giudice. "C'è qualcuno che, oltre ad imporci un'immigrazione fuori controllo, vuole imporci anche una nuova lingua italiana. E dunque, io continuerò a pronunciare la parola messa al bando" aveva detto, aggiungendo: "Siamo alla follia, si perseguono gli italiani e i vocaboli usati. Io sono andato a controllare sulla Treccani il termine, onde evitare fraintendimenti... Basta leggere un dizionario della lingua italiana".


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