Operazione dei carabinieri

Rapine in villa a Pordenone: 10 arrestati, otto italiani e due stanieri

Perquisizioni e fermi a Roma e provincia. Le indagini partite dal colpo a Sacile nel settembre 2015, dove la banda voleva tornare a colpire

Redazione
Rapine in villa a Pordenone: 10 arrestati, otto italiani e due stanieri

La conferenza stampa dell'operazione. Da messaggeroveneto.gelocal.it

Una banda specializzata in rapine in villa è stata scoperta dai carabinieri del Comando di Pordenone che nella mattinata di giovedì 23 giugno, con la collaborazione dei militari di Roma, hanno eseguito 10 arresti. Le indagini sono state avviate nel settembre 2015, in seguito a una rapina compiuta in una villa a Sacile (Pordenone). Coordinate dalla Procura, hanno individuato un gruppo criminale che da Roma partiva per rapinare persone facoltose in Italia e all'estero. Fin dall'alba decine di militari sono stati impegnati tra Roma e provincia, in arresti e perquisizioni. È stato anche recuperato materiale investigativo considerato "interessante".

I dettagli dell'operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa convocata al Comando provinciale dell'Arma a Pordenone, a cui ha partecipato anche il procuratore capo Marco Martani. La banda era composta da otto italiani e due stranieri e la mente era un polacco, arrestato in Spagna ed estradato in Polonia: si tratta di un criminale che era stato colpito da ordini di carcerazione europei emessi dalle autorità polacche e belghe ancor prima del mandato di cattura partito da Pordenone. L'uomo, in Italia da diversi anni, aveva organizzato un gruppo criminale strutturato che, individuati i potenziali obiettivi, soggetti facoltosi con elevata disponibilità di denaro e preziosi, dopo un'accurata attività preparatoria si introduceva in casa, incurante della presenza dei proprietari, e si impossessava dei beni.

L'indagine è partita dalla rapina compiuta il 14 settembre 2015 nella villa dell'industriale Polesello. In quell'occasione due coniugi in età avanzata e una bambina di 3 anni furono aggrediti e legati, bimba compresa, con fascette di plastica. I criminali fuggirono sull'auto delle vittime, parcheggiata in garage, non prima di aver rimosso gli hard disk dall'impianto di sorveglianza della villa. Le accuse mosse nei confronti della banda, oltre alla rapina, sono di concorso in associazione a delinquere, ricettazione e favoreggiamento. Il procuratore Martani ha dichiarato che un'altra rapina a Madrid, lo scorso febbraio, fu sventata con l'arresto, avvenuto a Barcellona, di una persona della banda, già destinataria di provvedimenti restrittivi della libertà personale per reati contro il patrimonio, su input dei carabinieri di Pordenone. L'indagine prosegue per verificare se il gruppo criminale abbia compiuto anche ulteriori rapine. Gli arrestati, intanto, sono stati condotti nelle carceri di Regina Coeli e Rebibbia a Roma.

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