L'analisi politica

Gli inglesi hanno le palle. "Vaffan**** Ue!"

Salvini: "Evviva il coraggio dei liberi cittadini di Gran Bretagna! Il cuore, la testa e l'orgoglio hanno battuto le bugie, le minacce e i ricatti. GRAZIE UK, ora finalmente cambierà l'Europa, ora tocca a noi"

Redazione
Ora è ufficiale: gli  inglesi hanno le palle. "Vaffan**** Ue!"

Stufi della crisi e dell'austerity imposta dai burocrati di Bruxelles e dalla Merkel (che, certo, non ci sta a pagare i debiti degli altri, ma non può pretendere di far scontare alla povera gente gli errori grossolani di una classe politica incompetente), stufi dell'invasione continua di clandestini che fingono di scappare dalle guerre per venire in realtà a buttarsi nella casa europea per farsi campare e mangiare a scrocco, stufi di politiche commerciali che "in nome dell'Europa" hanno spalancato in realtà le porte ai mercati nordafricani e cinesi, che di regole sulla concorrenza e di controlli qualitativi non hanno mai senrtito parlare, ecco che i primi Paesi cominciano a mollare la barca che affonda.


Come era prevedibile, a dare il calcio inizio ad un possibile effetto domino, è stata una nazione forte e grintosa, da sempre fiera del suo modo d'essere, l'Inghilterra. Adesso si fa avanti anche l'Olanda, pochi minuti dopo l'annuncio della possibile vittoria dei Leave. E si fanno avanti anche Ungheria, Svezia e Polonia. Ma ci sono anche i "fratelli poveri" dell'Europa delle banche, quelli che non hanno raggiunto i requisiti richiesti per stare al tavolo dei "potenti": Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda. E Italia. A casa nostra che succederà? Prevederlo è facile, stiamo già attendendo lo stracciarsi delle vesti dei vari Renzi, Monti, Draghi e compagnia cantante (ironia della sorte, Prodi, che era sempre stato un entusiasta dell'eurozona - quello che andava raccontando la cazzata del "lavoreremo un giorno in meno" - ha già fatto sapere nei giorni scorsi che "con l'eventuale uscita della Gran Bretagna, non accadrà nulla nel resto d'Europa"; è assai probabile che anche questa profezia sia farlocca come quella del giorno di lavoro in meno.


E poi c'è l'incognita dell'Austria. Se si dovesse tornare a votare - dopo le elezioni truffa che hanno scippato ad Hofer la legittima vittoria - e dovesse prevalere la FPÖ, è facile indovinare quale sarebbe la posizione di Vienna. Quanto alla Francia, "Vittoria" è l'urlo di gioia di Marion Le Pen, nipote del fondatore del Front National, in un messaggio diffuso via Twitter, seguito subito dopo da un secondo tweet in cui afferma che "Dalla Brexit alla Frexit: è ormai ora di importare la democrazia nel nostro paese. I francesi devono avere il diritto di scegliere!". "Avevano diritto di scegliere", ha chiosato l'altra Le Pen. "Vittoria della libertà! Come chiedo da anni ora serve lo stesso referendum in Francia e nei Paesi dell'Ue".


"Evviva il coraggio dei liberi cittadini di Gran Bretagna!!! Il cuore, la testa e l'orgoglio hanno battuto le bugie, le minacce e i ricatti. GRAZIE UK, ora finalmente cambierà l'Europa, ora tocca a noi", ha scritto su Facebook il leader della Lega Matteo Salvini.

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