per non dimenticare

"Io buono", "io bravo". E invece era l'assassino

Debitamente imbeccato dagli slogan radical-chic, ripeteva alle tv che che "poteva toccare a lui", che lui "le tasse le aveva sempre pagate" , che aveva paura "dei delinquenti". Ed il vero criminale in realtà era proprio lui

Redazione
"Io buono", "io bravo". E invece era l'assassino

Delinquono e ci sfottono pure. E così uno dei due assassini di Brescia, proprio quello che con il fucile a canne mozze aveva freddato i due commercianti della Mandolossa mentre il suo complice gli urlava – pare - di non sparare, poche ore dopo il delitto si era lasciato tranquillamente intervistare dalle tv, come un angioletto. Lui, Adnan Muhammad, 32enne pakistano, l’anno scorso aveva piagnucolato che "la zona non è sicura", che "poteva toccare a lui", che lui "le tasse le aveva sempre pagate" ma che ogni volta che aveva telefonato a polizia e carabinieri, gli avevano "sempre risposto male". Era un martedì di agosto del 2015 quando due uomini in scooter, con i caschi integrali sul volto, avevano sparato quattro fucilate a Frank il pizzaiolo, al secolo Francesco Seramonti, 65 anni, e a sua moglie Giovanna Ferrari, di 63.


Due colpi ciascuno, precisi e diretti. Freddati quasi all'istante. Si ipotizzò un pizzo non pagato, un omicidio su commissione, una vendetta di spacciatori di droga, che alla Mandolossa la fanno da padrone e che potevano essersi sentiti infastiditi dalla presenza dei due commercianti bresciani. La polizia, di proposito, aveva lasciato circolare le ipotesi più pazze, nell'attesa di mettere le mani sui veri colpevoli. E lui, Adnan il pizzaiolo, recitava davanti alle telecamere: "Non conosco Frank. So che ha il negozio qui ma non lo conosco", aveva balbettato, sbattendo gli occhi (indizi di colpevolezza, vi direbbe uno psicologo criminale; ma tutti pensarono che era solo impacciato perché masticava male la nostra lingua); "è quattro anni che lavoro in Mandolossa", raccontava, cercando di accreditarsi come immigrato modello, integrato e lavoratore; "e questa zona fa schifo, qua spacciano la droga. Tante volte ho telefonato a polizia e carabinieri, ma mi hanno sempre risposto male. Ma io le tasse in Italia le ho sempre pagate".


Un santo, se non fosse che era lui l'esecutore materiale del duplice delitto, commesso unicamente per rivalità, per sbarazzarsi di un “concorrente commerciale”. Inventando un nuovo tipo di delitto e una nuova definizione, appunto. E ovviamente su quello e su altri fatti analoghi le solite anime belle dell’accoglienza tacevano e tacciono tuttora.

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