Gli stipendioni Rai

Da domani online gli stipendi che superano il tetto dei 200.000 euro

Circolano le prime indiscrezioni ed è già polemica. Nel frattempo agli italiani, con la bolletta di luglio, è già arrivata la prima rata del canone da settanta euro

Fabio Cantarella
Da domani online gli stipendi che superano il tetto dei 200mila euro

Si riaccende la polemica sugli stipendioni Rai. Domani la televisione di Stato, nel rispetto delle normative vigenti, metterà online i nomi dei dipendenti che superano il tetto dei duecentomila euro. E i compensi dei consulenti esterni che varcano gli ottantamila euro. Sono ore di attesa, ma circolano già i primi nomi sul web. Nomi che, a prescindere dall’indiscussa professionalità, fanno senz’altro ribollire il sangue a chi in questi giorni si è ritrovato i primi settanta euro del canone in bolletta.

Qual è il senso dell’esistenza di una televisione Stato? Custodire e tramandare la storia, le tradizioni, l’identità di un paese, offrire spunti di riflessione culturale, fare comunità, educare, essere utile socialmente, quantomeno apparire imparziale e comunque offrire spazio a tutti i punti di vista.

Bene, se nella vostra tv statale non individuate tutti, o almeno qualcuno di questi fondamentali ingredienti, avrete ragione nel sentirvi scippati i soldi del canone.

Domani a mezzogiorno, quindi, in cda, saranno annunciati gli stipendi d’oro pagati col sacrificio degli italiani. Secondo indiscrezioni varie, ancora non smentite, l’amministratore delegato Antonio Campo dall’Orto toccherebbe quota 650.000 euro. E gli altri? Secondo il Corriere della Sera, Monica Maggioni 233.000 euro (perché ai 270.000 di base aggiungerebbe i 66.000 di emolumento presidenziale); Raffaele Agrusti, a capo delle Finanze, starebbe sui 350.000, mentre Guido Rossi, braccio destro di Campo Dall’Orto, appena intorno ai 200.000.

“Tempi magri” anche per il direttore di Rai Digital Gian Paolo Tagliavia, il cui stipendio si aggirerebbe sui 280.000, e Carlo Verdelli, direttore dell’informazione, con circa 300.000 bigliettoni. Il suo vice per il web Diego Antonelli se la passa peggio con 230.000. La stesa cifra che incasserebbe l’editorialista Francesco Merlo, già pensionato, ma preso con contratto da consulente esterno. Massimo Coppola, consulente editoriale molto vicino a Campo Dall’Orto, è quotato a 200.000, Giovanni Parapini, responsabile di comunicazione e relazioni esterne, oscillerebbe intorno ai 250.000.

Tra i direttori di rete, il più economico sarebbe Andrea Fabiano di Raiuno, che non arriverebbe a quota 200.000, mentre Ilaria Dallatana di Raidue e Daria Bignardi di Raitre sfiorerebbero quota 300.000, al pari dell’ex Andrea Vianello ancora in attesa di ricollocazione adeguata. Il direttore di Raisport, Gabriele Romagnoli, guadagnerebbe 220.000 euro, poco più del suo predecessore Carlo Paris, fermo a quota 170.000. Il responsabile dei palinsesti Giancarlo Leone vola tra i 300 e i 340.000 euro. Il direttore del Tg1 Mario Orfeo guadagnerebbe intorno ai 300.000. I suoi colleghi del Tg2 e del Tg3, Marcello Masi e Bianca Berlinguer, sui 270.000.

Secondo il portale Dagospia, l’ex direttore di servizi parlamentari Anna La Rosa guadagnerebbe 240.000 euro, Carmen Lasorella, ex volto del Tg2 al momento inutilizzato, 200.000, il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta 270.000, il presidente di Rai Pubblicità Antonio Marano oltre 350.000, il direttore delle risorse televisive Andrea Sassano 220.000, il direttore del canone Marco Zuppi 240.000, Tiziana Ferrario 238.000, Francesco Pionati 200.000. In merito agli stipendi, la Rai ha più volte chiarito che si tratta di cifre di mercato, anzi calmierate rispetto agli equivalenti di qualunque azienda privata. Sul bilancio Rai pesano anche i significativi stipendi di dirigenti lasciati senza incarico o che hanno fatto causa: Lorenza Lei, Mauro Mazza, Alfredo Meocci.

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