Nuova delusione Ferrari

Hamilton suona la "quinta" in Ungheria e torna leader del Mondiale

Gara perfetta dell'inglese della Mercedes che con un'ottima partenza sopravanza Rosberg in gara e nel Mondiale. Le Ferrari perdono il doppio confronto con le Red Bull

Fabrizio Berini
Hamilton suona la "quinta" in Ungheria e torna leader del Mondiale

Foto ANSA

Apparentemente tutto molto semplice per Lewis Hamilton che a Budapest vince per la quinta volta in carriera il GP d'Ungheria di Formula1 (record assoluto all-time), undicesima prova del mondiale, e conquista di prepotenza, per la prima volta in stagione, la leadership del mondiale con 192 punti, 6 in più del compagno di squadra Nico Rosberg fermo a 186 e che dopo le prime 4 prove veleggiava in solitaria con ben 43 punti di vantaggio sull'asso britannico.

Al via scattano bene tutti i piloti delle prime file ma Rosberg si dimostra troppo "leggero" nell'affrontare la prima staccata lasciandosi infilare all'interno da Hamilton e all'esterno da Ricciardo, autore di una manovra incredibile come già altre volte in carriera. La reazione del tedesco della Mercedes è immediata e restituisce subito in curva 2 lo sgarbo all'australiano della Red Bull ma rimarrà questo l'unico spunto di un pilota che, seppur fresco di rinnovo biennale a 20 milioni di € a stagione, non riesce mai a mettere sotto pressione il compagno di scuderia trasmettendo, anzi, la sensazione di esserne eternamente succube.

Sul podio sale con merito la Red Bull di Daniel Ricciardo che resiste al tentativo di rimonta di Sebastian Vettel (quarto al traguardo) che ancora una volta paga una strategia del muretto Ferrari che, col senno del poi, si è rivelata sbagliata. Infatti prima della seconda sosta ai box il quttro volte campione del mondo tedesco era molto vicino alla Red Bull di Ricciardo con quest'ultimo che nel timore di subire un sorpasso ai box (under-cut in gergo) anticipa la sua sosta senza che in Ferrari nessuno reagisca. I giri che Vettel farà in più permetteranno a Ricciardo di mantenere la terza posizione resistendo, senza particolari problemi, al solito ennesimo tentativo di rimonta non andato a buon fine agevolato soltanto dal fatto di avere delle gomme più fresche.

Una vera disdetta per la casa di Maranello perché la sensazione avuta in pista era di una "rossa" più performante rispetto ai rivali delle "lattine" austriache come dimostrato dalla superba rimonta di un finalmente "on-fire" Kimi Raikkonen risalito dalla quattordicesima piazza fino alla sesta con gli ultimi 20 giri incollato alla giovane promessa Max Verstappen, ancora una volta abile a far impazzire chi tenta di attaccarlo. il duello tra il giovane olandese e il finlandese è spettacolare, dopo un paio di tentativi di disturbo Kimi prova con decisione in curva 2 con una doppia finta ma finisce per toccare il posteriore della Red Bull danneggiando il musetto in modo non grave. Fino alla fine la Ferrari #7 le prova tutte per trovare lo spunto giusto ma in una pista corta e contorta come quella dell'Hungaroring è quasi impossibile trovare spazi e deve accontentarsi della sesta posizione e della soddisfazione di aver realizzato il giro più veloce con le gomme super-soft.

Proprio l'aspetto della scelta delle gomme poteva essere una chiave di svolta anche per Vettel dato che le prestazioni della gomma più morbida erano notevoli anche dopo molti giri. Pare strano che al muretto box non abbiano sfruttato questo elemento, tra l'altro verificato proprio sulla vettura di Raikkonen, per prolungare lo "stint" del tedesco una volta deciso di non reagire immediatamente al pit stop anticipato di Ricciardo.

Per la Ferrari, quindi, una nuova disfatta in termini di punti vista la sfida a distanza persa con le Red Bull anche se rimane ottimista Maurizio Arrivabene, Team Principal, secondo cui "questa è una squadra che ha grinta, molto forte. Peccato esserci trovati con Sebastian in quella posizione. Kimi - continua parlando a Sky sport - ha dimostrato alla grande di aver meritato la conferma e quella del morale basso è una storia che qualcuno mette in giro per far arrivare davvero il morale basso ma noi non ci arrendiamo mai".

La top ten si chiude con Alonso (McLaren), Sainz (Toro Rosso), Bottas (Williams) ed Hulkenberg (Force India). Faranno discutere una volta di più le scelte della direzione gara sulle comunicazioni radio tra pilota e box a seguito della decisione di penalizzare con un "drive-trough" Jenson Button che si è trovato ad inizio gara con dei problemi all'impianto frenante che, a norma di regolamento, dovrebbero rientrare tra le comunicazioni consentite in quanto importanti per la sicurezza del pilota. La sensazione è che una soluzione definitiva sia ancora lontana. Prossimo appuntamento fra 7 giorni ad Hockeneim per il Gran Premio di Germania con Rosberg che cercherà, tra le mura amiche, di riscattarsi prontamente. 

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