Stallo olimpico

Il CIO decide di non decidere sulla Russia

In Svizzera l'esito della riunione del Comitato Olimpico non esclude la Russia dai Giochi di Rio ma passa la decisione alle singole federazioni internazionali

Fabrizio Berini
Putin con il Presidente del CIO, Thomas Bach

Foto ANSA

Alla fine la tanto attesa decisione del CIO sulla Russia è arrivata. O forse no...

Infatti dopo la riunione odierna tenutasi in Svizzera l'Esecutivo ha deciso di non escludere la federazione russa dalla partecipazione ai prossimi giochi olimpici in programma aRio dal 5 al 21 agosto ma, secondo le indicazioni dello stesso Comitato, saranno le singole federazioni internazionali a stabilire se gli atleti russi potranno partire per il Brasile.

Giovedì scorso il TAS di Losanna aveva invece respinto il ricorso di 68 atleti della squadra di atletica che avevano fatto domanda per partecipare agli imminenti giochi brasiliani nonostante la sospensione ricevuta dalla IAAF per lo scandalo del "doping di stato" scoppiato lo scorso mese di novembre. Il giorno prima, mercoledì, il Comitato Olimpico Russo (ROC) aveva presentato una squadra di 387 atleti, di 30 discipline sportive, scelti per l'appuntamento a cinque cerchi. 

Questi i criteri e le condizioni richieste nella relazione finale del CIO:

  1. Le singole federazioni internazionali dovranno acquisire le informazioni dal rapporto WADA e nessun atleta, tecnico o dirigente potrà essere a Rio se risulta in qualche modo implicato in quel dossier.

  2. Il CIO non ammetterà nemmeno atleti già sanzionati per doping che abbiano scontato la loro squalifica. Per questo motivo non potrà essere a Rio l'ottocentista Yulia Stepanova che aveva fatto venire alla luce tutto il marcio del sistema russo. Fino ad oggi si riteneva fosse eleggibile sotto la bandiera neutra del CIO, mentre il comitato olimpico internazionale ha fatto sapere oggi che, dopo un parere della Commissione Etica, non le verrà permesso di essere in pista in Brasile, in virtù di una positività del 2013. A Stepanova e al marito è stato comunque rivolto un ringraziamento «per il contributo dato alla lotta al doping e all'integrità dello sport».

  3. Gli atleti russi che verranno accettati dal Cio dovranno obbligatoriamente sottoporsi ad un ulteriore test antidoping fuori competizione, coordinato dalla commissione indipendente della Wada.

"Questa decisione potrà non piacere a tutti ma ormai è stata presa". Così si è espresso il presidente del CIO, Thomas Bach, difendendo la decisione odierna nonostante quanto emerso nel rapporto McLaren della WADA sul cosiddetto 'doping di Stato'. "Un atleta non deve soffrire o essere sanzionato - ha detto ancora Bach - per un sistema di cui non faceva parte. Noi non ci siamo regolati in base a ciò che ci si aspettava ma col desiderio di fare giustizia a favore degli atleti puliti".

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