strage di monaco, germania buonista

Assassino depresso? C'è chi non ci crede

Il nostro corrispondente Max Ferrari rifiuta la tesi del "giovane disadattato", vittima dei bulli, che avrebbe ucciso perché esasperato dalla società (urlando "Allah Akbar?"). Ed afferma che...

Max Ferrari
Assassino depresso? C'è chi non ci crede

Un bambino dinnanzi al cartello "Warum?", Perché?

Strage di Monaco, noi lo avevamo scritto. Qui, sul Populista, a maggio, avevamo lanciato l’ALLARME MONACO spiegando quale diabolica rete, ordita con la complicità della sinistra, si è sviluppata in città. Basta con le fandonie sui lupi solitari e con le analisi delle “nostre colpe coloniali”. La Germania, a differenza della Francia, non ha un passato coloniale degno di nota e da anni si segnala come una delle nazioni più aperte e sottomesse alla politica immigrazionista ed islamista. La stessa politica imbelle e indegna seguita dal Belgio e dall’Italia nella speranza di essere mangiati per ultime dal coccodrillo. Ma la fame vien mangiando e i collaborazionisti, che siano Paesi o uomini (che dovrebbero essere espulsi per primi da un governo di salvezza nazionale) non vengono risparmiati.


Ma vediamo cosa scrivevamo a maggio: “Nella capitale bavarese un coraggioso movimento di cittadini capeggiati da Michael Sturzenberger (oggi vicino a Pegida) denuncia la rampante islamizzazione della città a causa delle collusioni con il centrosinistra che sussidia e vezzeggia gli estremisti. Il risultato delle denunce però, non è stato un maggior controllo sui fiancheggiatori dei terroristi, ma una durissima campagna di denigrazione e persecuzione contro il povero Sturzenberger accusato di razzismo, xenofobia, islamofobia ecc... col risultato di esporlo a minacce e fargli perdere il lavoro da giornalista.

Il culmine si è raggiunto quando il suo gruppo ha "osato" raccogliere le firme allo scopo di organizzare un referendum per chiedere ai cittadini se volessero o meno una grande moschea a Monaco. Vista la grande affluenza di firmatari, dapprima la sinistra ha spedito delle squadre di picchiatori dei centri sociali che hanno rovesciato i banchetti e minacciato la gente che firmava, ma siccome non bastava si è passati a qualcosa di gravissimo per una democrazia: Sturzenberger ha trovato la sua faccia su un poster pubblicitario diffuso in tutte le stazioni dei terni e della metropolitana. Peccato che il testo sotto la foto non fosse per nulla amichevole e lo definisse un "islamofobo" colpevole di opporsi alla costruzione del grande centro islamico europeo. Il poster spiegava però che in consiglio comunale tutti i partiti erano contro di lui e avrebbero trovato il modo di fermarlo. Una cosa folle e grave perché non si trattava di un manifesto abusivo, ma di una cosa ufficiale voluta da tutti i partiti (CSU/CDU compresa) per dire che la "grave iniziativa" dei Freiheit verrà fermata, in un modo o nell'altro.

Peccato che l'iniziativa tanto condannata fosse una raccolta firme per un referendum del tutto legittimo e, casomai, pare grave l'atteggiamento di sindaco e partiti vari che suggeriscono di non firmare, di disturbare chi firma, di creare disordini ai punti raccolta, di far pressioni sui firmatari per ritirare la loro adesione o di trovare il modo di annullare le firme. Comunque sia con questo sistema terroristico dei manifesti sui muri delle stazioni, il gruppo di "razzisti-islamofobi" fu ridotto al silenzio”.


Questo denunciavamo e oggi diciamo: le autorità tedesche sapevano ma anziché fermare i terroristi hanno preferito chiudere la bocca con la violenza e un uso distorto della giustizia a quei patrioti coraggiosi che denunciavano i terroristi. Dinamiche che conosciamo bene noi in Italia. Dinamiche che hanno sprofondato l’Europa in una spirale di terrore che è solo cominciato.

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