i miracoli della madonna de sesule

Viaggio a Porzus, la Lourdes del Friuli

Un paese di montagna (poco) noto per un’apparizione mariana che, più o meno silenziosamente, continua a d attirare gente da tutto il mondo, con due pellegrinaggi all’anno

Alfredo Lissoni
Viaggio a Porzus, la Lourdes del Friuli

Foto Pro Loco amici di Porzus

Porzus, un paese di montagna di neppure trenta abitanti, in provincia di Udine, in passato balzato alle cronache per la strage di partigiani della Brigata Osoppo, durante la Seconda Guerra Mondiale; meno noto per un’apparizione mariana che, più o meno silenziosamente, continua a d attirare gente da tutto il mondo, con due pellegrinaggi all’anno. Il tutto silenziosamente, lontano da quei riflettori che gli abitanti di Attimis, di cui Porzus è una frazione, non amano.

I fatti. Era l'8 settembre 1885 quando la Madre Celeste apparve ad una bambina di nove anni, Teresa Dush. “La bimba era stata mandata dalla madre sulla dolina a raccogliere erba per gli armenti, cosa che la bimba aveva fatto controvoglia, in quanto quello era un giorno di festa ed il parroco a catechismo le aveva detto che nei giorni di festa si prega e non si lavora”, raccontano ancora oggi gli abitanti del posto. Arrivata al prato, qualcuno le tolse il falcetto di mano. Era una “bella Signora” che, sorridendo, la esortava a non lavorare; e quando la piccola raccontò che stava obbedendo alla mamma, la bella Signora aveva tagliato un fascio d'erba dicendole che sarebbe bastato per tutti gli animali. Incredibile a dirsi, con quel mazzo d’erba le bestie mangiato per tre giorni di fila.


La Madonna de Sesule (cioè del falcetto, in dialetto friulano) sarebbe apparsa altre due volte. "E con la seconda apparizione la piccola Teresa ha ricevuto un segno", ha raccontato suor Anna Stefanutti, una delle religiose che avrebbe avuto modo di conoscere personalmente la bimba, che a 19 anni divenne suora, con il nome di Maria Osanna; "era una crocetta lunga tre centimetri che brillava come oro. La Madonna gliel'aveva impressa sul dorso della mano sinistra. Per quanto si cercasse di cancellarla, sfregandola e lavandola nell'acqua, rimaneva intatta, anzi diventava ancora più lucente. L'ha vista anche monsignor Nicolò Tiossi, decano di Cividale, che ha visto e creduto".


Alla terza apparizione Maria consegnò alla giovane un messaggio, che però non fu mai rivelato. Si sa solo che esortò la gente a pregare, a non bestemmiare e ad onorare le feste, unico mezzo per porre fine alla terrificante epidemia di colera che in quei giorni stava colpendo il Paese, e che in effetti da lì a poco cessò di colpo.

C'era un fenomeno insolito, sul luogo delle apparizioni, ove nel 1885 fu costruita una minuscola cappella. A raccontarlo è sempre suor Stefanutti: "Quale che fosse il tempo, il prato era sempre fiorito e la neve si scioglieva prima che all'intorno, mentre dovrebbe il contrario, essendo la dolina un abbassamento del terreno simile ad una conca! Lì gli abitanti vanno a recitare il rosario ogni domenica di maggio...". Suor Osanna-Teresa morì a soli 24 anni, di tubercolosi. Di lei la zia, Maria Cois, conserva un vivido ricordo, pur se all’epoca dei fatti era solo un’adolescente. Maria, che assistesse alle apparizioni, ha raccontato: “Stavamo pregando quando la Madonna apparve vicino all'altare e chiamò la piccola Teresa. ‘Ti chiama, vai’, le dissi. Noi non vedevamo nulla e Teresa ci descrisse la bella Signora. Era tutta vestita di bianco, con una fascia azzurra ai fianchi. Poi la Madre di Dio accompagnò la bimba fino a casa e quindi scomparve. Io allora avevo dodici anni, ma non mai più dimenticato quel momento".

Gli eventi di Porzus non si esauriscono qui. L'ultimo discendente di Teresa, don Giuseppe Dush, oggi 80enne, da tempo cerca le spoglie della sua ava, ma non può entrarne in possesso perché uno dei tre attuali proprietari della tomba, un tumulo comune delle suore della Provvidenza di S.Luigi Scrosoppi nel cimitero di S.Vito ad Udine, non glielo consentono. "Voglio recuperare le spoglie per identificare il segno", ha raccontato il sacerdote nel maggio scorso, lanciando un appello alla stampa; "voglio che tutti vedano la croce sul dorso, perché possano credere a quell'accadimento prodigioso toccando con mano". E intanto le manifestazioni prodigiose non cessano. L'ultimo caso riguarda la guarigione miracolosa di un bambino triestino che nel 1992 aveva 8 anni, Gabriele Chmet, uscito dal coma dopo 20 giorni. Travolto da un'automobile e trascinato per metri, il bimbo era stato ricoverato in coma all'ospedale. "Sembrava che Gabriele avesse i minuti contati”, ha raccontato Bruna Chmet, la madre; "le pupille erano fisse, non reagiva più ai farmaci. Lì, nel reparto di rianimazione, non ci avevano dato speranze, anzi, dicevano che se si fosse salvato sarebbe rimasto paralizzato".


E mentre la madre pregava stringendo tra le mani una pietra raccolta a Medjugorje, i parrocchiani della chiesa di S.Lorenzo in Servola invocavano la Madonna delle Sesule. "Abbiamo fatto anche un pellegrinaggio alla chiesetta di Porzus", ha ammesso il parroco di S.Servolo, don Carlo Gamberoni, biografo della piccola Teresa. Fatto sta che, il giorno dopo, il bambino, in ospedale, ha ripreso conoscenza. E oggi è perfettamente sano. E poi c'è la storia di Tonia, una casalinga di Udine che, la sera del 30 luglio 2007, verso le 20.15, mentre pregava rivolta verso Porzus, vide uno strano spettacolo alla finestra. "C'era una luce sfolgorante, con dei raggi che contornavano l’apparizione, di un bianco intensissimo. L'episodio si è ripetuto anche il 31 luglio ed il 3 agosto", ha raccontato la donna. Che in seguito si è recata alla chiesetta di Porzus assieme ad una amica ed ha assistito ad un nuovo fatto prodigioso.


"Era la mattina di mercoledì 8 agosto 2007 e, mentre pregavamo, ci siamo accorte che stavano scendendo delle lacrime dalla statua del Bambin Gesù tenuto in braccio dalla Madonna". E per dimostrare che non stavano sognando, le due donne hanno documentato fotograficamente la sequenza. Sino ad ora la Santa Sede non si è pronunciata, su questi eventi prodigiosi, che continuano a susseguirsi nonostante il riserbo mediatico; ma la gente è fiduciosa. Come la giornalista Paola Treppo, che sui fatti della dolina udinese ha condotto un’inchiesta ed ha concluso che era tutto vero. E che “se verrà confermata dalla Chiesa, quella di Porzus sarà la prima e unica apparizione ufficiale in Friuli.

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