l'invasione continua

Anche in Sardegna si pone la questione della immigrazione selvaggia

La lettera di un amico isolano ci segnala il dilagare del problema

Michele Bajorek
Anche in Sardegna si pone la questione della immigrazione selvaggia

Fonte Wikipedia

Gentilissimi, Vi allego - per conoscenza ed eventuale utilizzo - l'articolo pubblicato il 21 maggio c.a. su L'Unione Sarda.  "Giacomo Serra - L'esodo verso l'Europa. Trasmigrazione o migrazione? Vi sembra spontanea e non indotta la grande trasmigrazione di milioni di persone dall'Africa e dall'Oriente verso l'Europa? E vi sembra casuale che la maggior parte di esse siano di fede musulmana? Perché vengono soltanto da noi e non cercano accoglienza anche nei Paesi di cultura e religione uguali alle loro, ossia in quei Paesi che galleggiano sul petrolio e su migliaia di miliardi di dollari? Fuggono dalla miseria e dalle guerre, ed è vero. Ma quando mai in Africa c'è stata ricchezza per i suoi abitanti pur essendo ricchissimo il suo sottosuolo? Quando mai vi ha regnato la pace? Guerre tribali, feroci come tutte le guerre civili, l'hanno sempre dilaniata. Tuttavia nessuno dai deserti, dai villaggi, dalle città affrontava i pericoli di un viaggio verso l'ignoto. Non c'era un'organizzazione che proponesse e regolasse la migrazione. Non c'era, salvo casi singoli, il desiderio di abbandonare la propria terra, considerata matrigna eppure ugualmente amata come hanno cantato i maggiori poeti di quel continente.


Poi, un decennio fa, come a un segnale, è cominciata la grande fuga. Non a caso abbiamo scritto “trasmigrazione” e non “migrazione”. Da anni assistiamo a un esodo simile a quello dei popoli antichi, che in massa attraversavano terre e solcavano mari per trasferirsi dove speravano (ma spesso lo sapevano con certezza) che la loro vita sarebbe stata migliore. Erano attratti dai climi temperati e dalle ricchezze dei territori, dal progresso raggiunto dagli abitanti dei luoghi in cui volevano insediarsi e dalla possibilità di trasferire lì i loro sistemi sociali. L'obiettivo era sovrapporsi alle popolazioni preesistenti sradicandone tradizioni, usi, costumi e abbattendone gli dei. Quei fiumi di umanità erano trasmigrazioni, non migrazioni. Non intendiamo dire che i migranti, che rischiando la vita arrivano sul nostro continente non siano mossi da terribili patimenti e che noi dobbiamo restare indifferenti di fronte alle loro sofferenze.


Vogliamo soltanto trovare risposte appaganti alle nostre domande. Questo fenomeno è davvero spontaneo oppure è frutto di un disegno di cui i migranti sono strumento? Chi dà a loro, poveri in canna, migliaia di dollari per pagarsi il viaggio della disperazione e della speranza? Analizzando gli accadimenti tragici del recente passato emerge che sono in atto un progetto e una strategia d'invasione dell'Europa, i cui abitanti, aggrediti dal terrorismo, finalmente hanno paura. Era ora. Soltanto temendo, forse, potremo salvarci".

michele.bajorek@libero.it

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