A 'diMartedì' su La7

Strage di Manchester, Salvini: "Chi ammazza i bambini è figlio di un cane"

La denuncia del leader leghista: "In Gran Bretagna tollerati più di 30 tribunali islamici, che si occupano di diritto di famiglia e di questioni economiche"

Redazione
Strage di Manchester, Salvini: "Chi ammazza i bambini è un figlio di un cane"

Matteo Salvini, ospite martedì sera a DiMartedì su La7, ha così commentato la strage di Manchester: "Cos'altro dobbiamo aspettare per capire che un certo tipo di cultura è incompatibile con i nostri diritti e i nostri valori? Chi si fa esplodere ammazzando dei bambini è un figlio di un cane, non è un essere umano, anzi i cani sono migliori di questa gentaglia qua" ha detto il segretario leghista, scatenando applausi scrocianti.

Salvini ha invitato poi i telespettatori ad andare a verificare come, sul sito del centro islamico di Manchester, non si facesse in quel momento alcun accenno all'attentato: "Non c'è nulla, non c'è una riga su quello è successo, ma ci sono gli orari di apertura del tribunale islamico, dello 'sharia department', visto che in Gran Bretagna sono tollerati più di trenta tribunali islamici che si occupano di diritto di famiglia e di questioni economiche, con una legge che va al di sopra della legislazione nazionale". Solo molte ore dopo, nella giornata di mercoledì, sulla home page è comparso un generico messaggio su quanto avvenuto lunedì sera, definito come un "incidente".

"Questa non è accoglienza" ha proseguito il segretario leghista. "Questo non è rispetto delle culture altrui. Io pretendo da oggi, anzi da ieri, che in Gran Bretagna come in Italia vigano la costituzione inglese e la costituzione inglese e la costituzione italiana. Chi viene qua rispetta le leggi di questo Paese. Non devono esistere i tribunali islamici, non devono esistere scuole per soli islamici, palestre per soli islamici, ospedali per soi islamici, perché altrimenti si creano ghetti" ha concluso Salvini, ricoperto dagli applausi del pubblico presente in studio.

Nelle ore precedenti, il segretario della Lega aveva espresso il suo cordoglio per quanto accaduto, chiedendo tolleranza zero nei confronti dei terroristi islamici: "Altro sangue innocente, decine di morti a Manchester. La polizia inglese parla di 'terrorismo', estremisti islamici festeggiano in rete. Mentre qualcuno prepara gessetti colorati e marce per la pace, io penso che l'unica risposta possibile siano tolleranza zero, controlli a tappeto e l'uso della forza. In guerra, chi tace o collabora è un complice. Una preghiera per i poveri morti" aveva scritto su Facebook. "Lo Stato Islamico rivendica la strage di Manchester. Ma 'la religione non c'entra', e 'l'attentatore aveva disturbi mentali', e 'l'Islam è una religione di pace', e 'la risposta al terrore è il dialogo', e poi ancora 'è colpa dell'Occidente e di Salvini che semina odio'. Non ho paura dei terroristi, li abbiamo sconfitti in passato e li sconfiggeremo anche ora. Mi fanno più paura i cretini, e i complici, di casa nostra".

Mercoledì Salvini è tornato sul tema, commentando un articolo che parla della situazione dell'immigrazione nella città dov'è avvenuta la strage: "Manchester, culla di jihadismo, tra spose bambine dell'Isis e migliaia di minorenni a rischio di 'radicalizzazione'. Come purtroppo avviene in molte città europee" ha commentato il leader leghista. "E in Italia c'è chi vorrebbe regalare la cittadinanza solo per il fatto di essere nato qui, mentre il Parlamento Europeo ha addirittura votato per il 'reinserimento sociale dei combattenti islamici', con l'unica opposizione della Lega. Quando saremo al governo - ha scritto Salvini su Facebook - controlleremo a tappeto chi predica e che cosa predica, chi entra e chi esce, faremo la radiografia fino alla quarta generazione a chi va in Siria o in Libia e poi torna indietro. Fortunatamente non tutti gli islamici sono terroristi e gli immigrati che delinquono sono una minoranza, ma non riconoscere che il terrorismo ha una matrice religiosa significa essere sconfitti in partenza. Siete d'accordo?".


Gli orari di apertura del tribunale islamico sul sito della moschea di Manchester

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