PAUROSO ATTACCO: l'Islam fa esplodere le nostre contraddizioni.
(foto o.d.a. - Agosto 1480: alcuni degli ottocentotredici martiri di Otranto)

Giovanni FLORIO
PAUROSO ATTACCO: l'Islam fa esplodere le nostre contraddizioni.
(foto o.d.a. - Agosto 1480: alcuni degli ottocentotredici martiri di Otranto)
Se poniamo attenzione ad un qualunque ambito significativo della nostra società, riconosciamo ormai facilmente le gravi contraddizioni che ne determinano la crisi profonda. Ebbene, sulle medesime questioni sociologiche, l’Islam sa proporre – o meglio, imporre – soluzioni efficaci, anche se scandalizzano il nostro senso comune, sia nel merito, sia nelle modalità. In ciò consiste la nostra fatale contraddizione: disdiciamo la legge e lo stile di vita islamici, ma nello stesso tempo non siamo più capaci di regolare la nostra società, in un qualsiasi senso conservativo e costruttivo. È un po’ come prendersela con il virus che ci attacca, rinunciando a fare tutto ciò che sarebbe utile e necessario per evitare di prenderselo e soccombere. Solo qualche esempio, giusto per chiarire. Abbiamo sradicato dal cuore e dalla mente delle persone il senso della famiglia, adducendo una serie di lamentele, certo legittime e motivate, ma non tali da autorizzarne la demolizione. L’islam invece, usa la famiglia come arma di occupazione territoriale e la disciplina è ferrea per i figli, le numerose mogli ed anche per il padre padrone che mantiene la piena responsabilità del suo ruolo. Noi invece, abbiamo ridicolizzato la figura paterna, esautorandola completamente e consegnandoci mani e piedi alla dittatura della prole, con le madri giammai schiave dei loro mariti, ma dei loro figli, sì. Questi, dal canto loro, crescono imbelli senza la guida di un padre, incapaci di dare senso alla propria vita e votati alla sottomissione: oggi alla televisione e ad altri sedativi multimediali, domani all’Islam, o a qualunque altra dittatura. Ecco perché proprio adesso, noi siamo diventati terra di conquista: perché siamo deboli. In natura, l’organismo debole è attaccato dai parassiti e dai predatori, senza tanti scrupoli. Consideriamo il mondo del lavoro, ridotto ormai a mero servizio – o meglio, schiavitù - di qualcosa o qualcuno. È svanita la dimensione di libera intrapresa individuale - cioè in fondo, dell’arte - frutto fecondo della cultura borghese liberale e municipale, ormai morta e sepolta. Anche qui, il progresso poteva emendare gli aspetti più retrogradi della mentalità borghese, come del resto si è fatto in tanti altri campi, evitando però di scaraventare con l’acqua sporca, anche questo promettente bambino. Alle officine ed ai laboratori, i nostri capitani d’industria capitalisti radical chic, hanno preferito i sofà dell’alta finanza, creativa per le loro tasche e distruttiva del tessuto sociale ed economico. Così ora, stanno bene solo Lor Signori, mentre il popolo si abbrutisce e non genera più uomini e donne capaci di cambiare il corso della Storia: o era proprio questo l’obiettivo da raggiungere? L’Islam invece, con le sue regole inflessibili, governa le proprie masse col pugno di ferro e manda i rampolli delle proprie famiglie più ricche a studiare nei nostri atenei, compra le nostre fabbriche, i nostri simboli e persino le squadre di calcio, investendo i soldi spremuti all’Occidente con i loschi traffici del petrolio, per sottometterlo. Vieta il lavoro alle donne e non conosce disoccupazione. C’è ancora qualcuno che si chieda come diavolo fanno i giovanotti richiedenti asilo a rimediare i 5 o 6 mila dollari, necessari alla fuga dagli orrori di guerre inesistenti o da strane carestie anabolizzanti, verso le nostre città? Noi abbiamo la bocca piena di nobili concetti come la democrazia, le pari opportunità, il rispetto della privacy, la legalità, la trasparenza, equità, diritti e via blaterando. Intanto, il Corano, autorizza e raccomanda di praticare la menzogna per nascondere agli infedeli le vere terrificanti intenzioni islamiche. Tutto molto simile all’amoralismo teorizzato dai marxisti leninisti, anche loro eternamente impegnati nella lotta di classe, e come l’Islam, da sempre in guerra contro gli infedeli, cioè noi altri. Vogliamo parlare di scuola, di droga o di sesso? Nelle madrasse, bambini – solo maschi - imparano il Corano a memoria e soprattutto, a bacchettate. Noi non insegniamo neppure più il latino, e se un professore tira un ceffone a uno scolaro lavativo e maleducato, finisce in galera, ma alla svelta, se non vuol essere linciato per strada. Spacciatori di ogni etnia – soprattutto islamici nordafricani - guadagnano centinaia di euro al giorno soggiogando i nostri ragazzini, che poi finiscono in discoteca, a bersi quel che resta del loro cervellino. Le ragazze islamiche invece, vengono ammazzate e sepolte in giardino, se non obbediscono a padre e fratelli. Loro sfruttano le donne fin da piccole, ne abusano e sono così ipocriti e crudeli da amputarne il piacere sessuale. Le nostre ragazze si vendono per una ricarica telefonica e vanno a scuola conciate peggio delle prostitute … Meglio lasciar perdere, non vorremmo svegliare qualche femminista nostrana assopita. Sta di fatto che dove noi ci siamo arresi, loro sono fortissimi, risoluti e intransigenti. Noi siamo tolleranti e loro ci tagliano la gola per strada, Noi siamo laici - atei nella migliore delle ipotesi –, loro pregano Allah cinque volte al giorno. Per loro, il nostro stile di vita è satanico - e francamente, su questo non si può che convenire – e pertanto, siamo tutti passibili di condanna a morte violenta. Sicché, l’Islam fa esplodere le nostre contraddizioni e per aiutarli meglio allo scopo, noi gli procuriamo la miccia, il detonatore e persino l’esplosivo, ahimè, non solo metaforicamente. Che fare? Tenere alla larga gli islamici è ancora possibile, con molta fatica, enormi costi e tanto dolore. Ciò che invece sarebbe decisivo e vincente, la rinascita dell’Occidente e dei suoi valori fondanti, la famiglia di un padre e di una madre che cooperino per l’educazione dei figli agli stessi valori, senza mediazioni e mediatori ideologici, in un tessuto sociale liberato e laborioso, dove impegno e sacrifici vengono riconosciuti e premiati, ecco, tutto ciò sembra oggettivamente irrecuperabile. Se però, come si dice, il meglio è nemico del bene, forse anche il peggio non è poi tanto amico del male. E allora: dobbiamo aspettare proprio di toccare il fondo, per vedere la risalita?

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  • Crazyhorse

    Maria Grazia

    Ferretti

    09:09, 25 Ottobre 2017

    Lei è un grande, condivido e approvo ogni riga della Sua onesta e veritiera disamina. L’ Occidente è un morto che cammina e noi, incapaci e vigliacchi, stiamo alla finestra, a frignare. Maria Grazia

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    • Martino

      Giovanni

      FLORIO

      10:10, 04 Novembre 2017

      Grazie, Signora Ferretti, è una gioia rara essere capito. M'incoraggia a proporle di visitare il mio sito: www.martigruter.com o la mia pagina facebook: https://it-it.facebook.com/Marti-Gruter-202499023491639/ Buon tutto, Martino

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