24 settembre 2019: l'Italia uccide l'Italia?

"Diritto alla morte", porta d’ingresso del "dovere di morire"

Scaduto il termine per le Camere, oggi la Corte costituzionale sarà chiamata a discutere sul caso dj Fabo. I giudici hanno già indicato una possibile via alla malcelata introduzione dell'eutanasia, definendo "costituzionalmente incompatibile" per alcuni suoi effetti l'articolo 580 del codice penale che punisce l'"aiuto al suicidio"

Marco Fasulo
"Diritto alla morte", porta d’ingresso del "dovere di morire"

Scaduto il termine del 24 settembre, la Corte costituzionale potrebbe decidere d'intervenire sul caso dj Fabo, introducendo in via giudiziaria l'eutanasia nel nostro ordinamento, oppure accettare di concedere altro tempo.

La cosa che più mi ha impressionato la prima volta che sono entrato in un reparto per persone lungodegenti? Il Silenzio.

No, non quello tra il rumore di un respiratore e l’altro, non quello di lenzuola, traverse e federe che all’inizio ti appaiono ferme, non quello tra una goccia di una flebo e l’altra.
No, il Silenzio degli occhi che incrociano i loro sguardi, il Silenzio delle mani che intrecciano le loro dita, il Silenzio dei volti che si scambiano le lacrime.
Sì, perché le lacrime di chi da quelle lenzuola è avvolto, finiscono sui volti dei cari che, di quelle lacrime, si nutrono, e viceversa; le mani attente a non toccare le cannule ricevono il calore di quelle che, con le cannule infilate, trascorrono tutto il giorno, tutti i giorni; gli occhi che chiedono amore nella sofferenza si perdono, ma soprattutto si ritrovano negli occhi di chi ama oltre ogni sofferenza.
Potrei spiegare che esiste un diritto alla vita per il nascituro, che in realtà è persona, come potrei spiegare che non può esistere un diritto alla morte, porta d’ingresso del dovere di morire.
Potrei fermarmi a constatare come in Italia non si applichi e non si sia mai applicato l’accanimento terapeutico e come i protocolli medici siano più che chiari e circostanziati.
Potrei prendere semplicemente atto di come il sistema dell’assistenza, tra privato, pubblico e volontariato, pur tra mille difficoltà, riesce a far fronte alle esigenze di milioni di persone.
Ma essendo concetti noti, per certi versi ovvi e comunque affrontati più volte, preferisco centrare questa riflessione su un altro aspetto.
Al di là degli schieramenti ideologici, delle campagne massmediatiche, delle strumentalizzazioni politiche, il mio invito è rivolto ad analizzare un dato: abbiamo bisogno di una legge sull’eutanasia?
C’era stato spiegato come le unioni civili fossero un’emergenza nazionale, per un anno in Parlamento, sui giornali, nelle strade non si è parlato di altro. Una popolazione di oltre 60.000.000 di persone ne sigla meno di 3.000 all’anno.
L’ultimo provvedimento del Parlamento eletto nella XVII Legislatura è stata la legge sulle Dichiarazioni Anticipate di Trattamento (Dat), quelle che prevedono la possibilità di morire di fame e di sete. Anche in questo caso i numeri confermano come il nostro Paese non ne avvertisse la necessità. Dopo un anno e mezzo l’ha sottoscritta lo 0,1% della popolazione italiana.
Cosa ci raccontano questi impietosi numeri?
Che così come è stato per la famiglia, così com’è stato per il fine vita, così com’è stato per tutte le leggi, sentenze, massicce campagne infor/disinformative, lo scopo non sono quei provvedimenti dei quali pochissimi si avvalgono, non è la semplice affermazione di un’ideologia, per quanto deleteria possa essere, non è neanche il meschino disegno di imporre a tutti la volontà di pochi, che pure si concretizza.
NO.
Lo scopo ultimo è quello di destrutturare la società, arrivando a equiparare ogni formazione sociale alla famiglia, così che, se tutto è famiglia, nulla è famiglia.
Lo scopo è quello di demolire ogni regola, arrivando a stabilirne di nuove a seconda dell’esigenza del momento, del desiderio e, perché no, del vizio.
Lo scopo ultimo è quello di cancellare l’uomo, fingendo di elevarlo al grado di dio, in grado di scegliere se, quanto e come vivere, in realtà declassificandolo a oggetto, utile in quanto tale e scartato appena la sua utilità scompare.
L’obiettivo non è semplicemente la fine dell’Uomo, l’obiettivo è togliere il fine all’Umanità.

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