Il business dei terremoti

Una tragedia annunciata: soldi sprecati, mancata prevenzione e grandi interessi

150 miliardi di euro spesi negli ultimi 50 anni per le ricostruzioni, ma se fossero stati investiti nella prevenzione oggi non piangeremmo tutte queste vittime

Redazione
Terremoto, morti e polemiche: mancata prevenzione e grandi interessi

Quel che resta della scuola di Amatrice. Foto ANSA

Una tragedia annunciata quella che si è consumata ad Amatrice, Pescara del Tronto, Arquata ed Accumoli. Qualcuno sostiene che i terremoti si possano prevedere, ma sicuramente sono prevedibili le conseguenze che una scossa tellurica di magnitudo 6.0 può provocare. Sono tante, nelle ore successive alla cancellazione di paesi interi dell'Italia centrale, le voci critiche di esperti e politici che puntano il dito contro l'impreparazione e la mancata prevenzione, in un territorio che è risaputo essere ad elevatissimo rischio sismico.

Ad Amatrice l'edificio che ospitava la scuola era stato realizzato nel 2012 e inaugurato in pompa magna come antisismico, ma oggi ne restano solo polvere e macerie: evidentemente la costruzione non è avvenuta in modo corretto. Si tratta solo di una delle tante vergogne che stanno venendo a galla, e che ricordano casi analoghi emersi in occasione di altri sismi, a cominciare da quello de L'Aquila. In generale però le aree di più recente costruzione e i pochi edifici a norma hanno retto, come dovrebbe accadere con una scossa di questa entità.

Risale al 2014 lo studio "I costi dei terremoti in Italia", elaborato dal Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri che denunciava lo spreco degli oltre 3 miliardi spesi in media all'anno, a partire dal 1968, per ricostruire dopo ogni sisma. "Con questa cifra si potrebbero programmare interventi decisivi di messa in sicurezza", scrivevano inascoltati. "Se lo Stato stanziasse una quota annua equivalente, si potrebbero programmare interventi per mettere in sicurezza tutto il territorio nazionale, salvando la vita di migliaia di persone".

In totale oltre 150 i miliardi di euro sprecati negli ultimi 50 anni per le ricostruzioni, soldi che se fossero stati investiti nella prevenzione avrebbero consentito di evitare la tragedia, come avviene in altri paesi a elevata attività sismica, dal Giappone alla Turchia. Lobby e grandi costruttori sanno però che si guadagna molto di più con la ricostruzione che con la prevenzione, quindi meglio gettare soldi in grandi, costose e inutili opere che portano visibilità ai politici di turno. Qualcuno oggi piange, qualcun altro invece si frega le mani e ride.

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