Supercazzole a Ventotene

Renzi e il manifesto dell'aria fritta europea

Parole d’ordine mai sentite prima come “misure forti per la crescita e investimenti di qualità" stazionerebbero in "cima" alla mitologica "agenda" della Commissione Europa. Il colpo di grazia: "La Commissione continuerà a lavorare attivamente su questi temi". Purtroppo

Marco Dozio
Renzi e il manifesto dell'aria fritta europea

Foto ANSA

Più passano giorni, più s’articolano i commenti alle dichiarazioni dei nostri sommi leaders, più la crociera di Ventotene appare per quel che è: manifesto dell’aria fritta europea, da condire con altra aria fritta. In questo senso la chiosa della Commissione Europea alla costosissima gita in barca dei tre amiconi è pregnante: “Le questioni discusse a Ventotene da Matteo Renzi, Angela Merkel e Francois Hollande sono estremamente di attualità e sono in cima all'agenda della Commissione da un certo tempo. Per questo speriamo di poter procedere insieme rapidamente, nell'interesse di tutti i nostri cittadini”.

Ben fatto: è così che si convertono all’europeismo i cittadini sfiduciati e arrabbiati, spiegando che la Commissione agisce nell’interesse dei cittadini stessi, i quali evidentemente sono così stolti da non essersene mai accorti. Mirabile anche il riferimento alla mitologica “agenda” della Commissione, in “cima” alla quale stazionerebbero le favolette raccontate da Renzi e compagnia. Robe risolutive come “'L'Ue non è finita con la Brexit, scriviamo il futuro” detta dal premier, oppure "L'Europa è venuta da momenti bui ed è diventata una realtà. Questo è il messaggio. Oggi noi dobbiamo garantire un'Europa sicura e vivere secondo i nostri principi", detta dalla cancelliera che ha spalancato le porte all’invasione di un milione di stranieri nel giro di un anno, ottimo viatico in tempo di terrorismo islamico per rendere “l’Europa sicura” e garantire agli europei di vivere secondo “i nostri principi”.

E ancora: "La Germania ha cambiato la propria posizione sulla gestione dei migranti. Per tanti anni siamo stati contrari all'europeizzazione di questo tema, adesso invece vogliamo più cooperazione europea", frase che per certa stampa di regime è suonata come epocale: peccato che la Merkel non abbia parlato di modifiche al trattato di Dublino che impone le scocciature dell’accoglienza al primo Paese europeo in cui l’immigrato entra o sbarca.

In "cima all’agenda" non potevano mancare parole d’ordine mai sentite prima: "Dobbiamo affrontare il problema dei posti di lavoro, il tema della crescita, come dare futuro e lavoro alle persone", cioè tutto ciò che l’Unione europea, con vincoli e imposizioni, ha negato finora a gran parte dei sudditi: ma è rassicurante sapere che i nostri governanti ora sanno di dover “affrontare” quello che hanno contribuito ad aggravare.

Le supercazzole migliori, al solito, sono firmate dal “Bomba”: "Abbiamo voglia di scrivere una pagina di futuro". "Lavoreremo per una maggiore integrazione nel settore della Difesa e dell'intelligence”. E ancora le immancabili “misure forti per la crescita e investimenti di qualità". Il politicamente moribondo Hollande ha regalato perle di aria fritta e cerchiobottismo memorabili: "Spetta all'Europa proteggersi ma anche accogliere chi è spinto all'esilio mettendo spesso a rischio la propria vita”. Un portavoce del governo europeo ci dà il colpo di grazia: "La Commissione continuerà a lavorare attivamente su questi temi". Purtroppo.

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