La Chiesa vicina al popolo

Don Cesare: "Mettiamo gli sfollati nelle strutture e i migranti sotto le tende"

Dopo la tragedia del terremoto che ha colpito l'Italia centrale, il parroco di Boissano sfida la dittatura del "politicamente corretto" e dice quello che in tantissimi pensano

Marco Dozio
Don Cesare: "Trattiamo gli sfollati almeno come trattiamo gli immigrati"

Foto Facebook

Sperare che gli italiani colpiti dal terremoto vengano trattati alla stregua dei richiedenti asilo, quindi alloggiati in strutture dignitose e non in baracche, tende o palestre, è considerata bizzarria tacciabile di razzismo. Sui social chiunque osi avanzare simile auspicio viene puntualmente randellato. Eppure l’Italia è appunto il Paese dove gli ultimi arrivati vengono ospitati negli hotel, mentre le vittime di un sisma devono sperare di non marcire per anni in un “modulo abitativo temporaneo": ancora oggi in Emilia, quattro anni dopo il sisma del 2012, risultano famiglie abbandonate nei container.

Partendo da questo dato di realtà, don Cesare Donati, parroco di Boissano nel Savonese, ha sfidato la dittatura del politicamente corretto con un post su Facebook: “Adesso è il momento, vista la tragedia del terremoto, di mettere gli sfollati nelle strutture e i migranti sotto le tende... Vedremo”. Parole che hanno scatenato il dibattito, tra attacchi e applausi. Una ragazza s’è addirittura indignata: "Ecco chi guida la chiesa di Boissano, Don Cesare Donati..... sono veramente indignata. Perché in un momento storico come quello che stiamo vivendo, fare certe affermazioni mi sembra davvero fuori luogo". Ma il parroco ha risposto chiarendo il concetto come meglio non poteva: "Il mio commento è semplicemente: spero vivamente che i terremotati vengano nel minor tempo possibile trattati come stiamo trattando gli immigrati e non come i terremotati scorsi dell'Emilia che sono ancora nelle baracche....... questo è cristianesimo".

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