Intervista a Don Massimo Biancalani

Il prete che porta gli immigrati in piscina: "Permesso di soggiorno per tutti"

"Non sono pentito del post, sono foto piene di gioia". Il sacerdote di Pistoia sanzionato per aver ospitato un clandestino: "Non pago, farò ricorso". Ed è un sostenitore della Ong accusata di aver collaborato con gli scafisti: "Hanno agito a fin di bene"

Marco Dozio
Il prete che porta gli immigrati in piscina: ""Permesso di soggiorno per tutti"

Foto da Facebook - Gli immigrati portati in piscina da Don Massimo

Don Massimo Biancalani è il parroco di Vicofaro (Pistoia), teorico dell’accoglienza illimitata, che ha portato in piscina un gruppo di presunti profughi esibendo il tutto sui social, con tanto di attacchi a categorie di persone considerate letteralmente “nemiche”.

Don Massimo, non trova inopportuno esibire uno svago regalato ai richiedenti asilo, quando quello stesso svago molte persone, italiane o straniere, non se lo possono permettere?
Non sono assolutamente pentito di quel post, né di quella giornata. Sono foto piene di gioia. Non bisogna distinguere tra poveri migranti e poveri italiani. Questi ultimi li aiuto quotidianamente, ospitiamo dei senzatetto. I poveri italiani sono il prodotto della cattiva politica degli ultimi 30 anni, non dell’arrivo degli immigrati.

Ha detto che fascisti e razzisti sono suoi nemici, può un sacerdote definire nemici chi non la pensa come lui?Capisco che sia un pensiero duro. Ma non bisogna fare della religione una melassa indistinta. Io non sono un buonista. Io come Papa Francesco e prima ancora Giovanni Paolo, credo che il razzismo sia un’ideologia che nega i principi fondamentali della Chiesa. Le ideologie che dividono l’umanità e negano il bene dell’uomo sono nemiche del vangelo, e posso metterci anche il comunismo.

Chi vuole contingentare l’immigrazione, perché ritiene sia insostenibile nei numeri e nelle modalità attuali, rientra in quelle categorie?
No, assolutamente. Sono tematiche su cui si può discutere. Io ritengo che come Paese afflitto da denatalità, abbiamo bisogno dei migranti. Ci sono lavori che gli italiani non sono disposti a fare. I vivai del Pistoiese avrebbero chiuso senza l’immigrazione degli albanesi.

Ma i figli degli immigrati a loro volta, seguendo la sua logica, non vorranno fare certi lavori. Non è un problema di stipendi indecorosi e di concorrenza ai lavoratori nostrani che determina un abbassamento dei salari?
Sicuramente lo sfruttamento va combattuto, sono a favore di controlli rigidi. Per esempio dico ai ragazzi che ospito di non andare a lavorare a Prato, nelle aziende cinesi del tessile, per quelle paghe e in quelle condizioni, proprio perché non bisogna innescare una guerra tra poveri.

Ha affermato che bisogna accogliere tutti, senza fare distinzioni tra rifugiati e immigrati economici. L’Italia e l’Europa dovrebbero accogliere chiunque nel mondo voglia migliorare la propria condizione?
Capisco che si tratti di un pensiero un po’ ardito. Ma ritengo che la distinzione tra migrante economico e migrante profugo lasci molto a desiderare. La Nigeria per esempio non è in guerra, ma è in paese dove impazza la violenza, la mafia, Boko Haram, c’è un problema di accesso all’acqua, per non parlare della corruzione insostenibile o dei disastri collegati alla presenza dell’Eni. Oppure il Gambia, dove c’è stata una dittatura islamica spaventosa che ha impoverito il Paese. O il Ghana dove ci sono le condanne a morte per gli omosessuali.

Però questi mali purtroppo sono comuni a moltissimi Paesi non occidentali. Bisogna quindi ospitare tutti?
Non ovunque è così. Da paesi come il Senegal, per esempio, l’immigrazione è meno giustificabile.

Non sarebbe opportuno spendere i miliardi dell’accoglienza in progetti di sviluppo nei paesi di partenza?
I ragazzi che arrivano qui, quando hanno due soldini li mandano alle famiglie d’origine. Se ne accogli uno in Italia ne aiuti dieci in Africa. Con 50 euro che questi ragazzi mandano in Gambia si mantiene un’intera famiglia per un mese, evitando altre partenze. Si “aiutano a casa loro” anche in questo modo. Sui progetti di sviluppo sono ovviamente d’accordo, tutt’altra cosa è agevolare l’Eni o l’industria delle armi leggere.

Ha supportato la nave Juventa della Ong Jugend Rettet, anche dopo le evidenze sulle presunte collaborazioni con gli scafisti.
Il quadro è tutto da chiarire. In generale l’operazione del governo contro le Ong è sbagliata e ne pagheremo le conseguenze. Nei lager in Libia avvengono violenze ed esecuzioni sommarie: uccidono ed espiantano gli organi.

Su Juventa e scafisti?
Stiamo parlando di una Onlus composta da ragazzini: è possibile che si siano comportati così temendo una reazione degli scafisti, gente che spara e uccide. Non credo ci fosse un legame diretto con i trafficanti. Se un bandito tiene in ostaggio una persona, e il bandito in questione è lo scafista, io cerco di trattare per ottenere la liberazione della persona, pagando un prezzo come può essere la restituzione del gommone.

È stato sanzionato per aver ospitato un clandestino.
Noi siamo una parrocchia che ha le porte aperte. Aiutiamo chi ci chiede aiuto. Ho un accordo con la prefettura per l’accoglienza di 30 immigrati. Accogliamo anche italiani, persone senza fissa dimora. E stranieri che sono finiti in mezzo alla strada, usciti dal programma di accoglienza, e mentre cerchiamo di capire chi sono diamo loro un tetto per alcuni giorni. Quindi non sempre è automatica la comunicazione alla prefettura. Sono gli invisibili, vagano per le nostre città ma lo Stato sa chi sono, si tratta di persone fotosegnalate. Meglio toglierle momentaneamente dalla strada e avviarle a un percorso di inserimento tenendole con noi in parrocchia.

Ha pagato la sanzione?
No, faremo ricorso.

È contro l’espulsione di chi non ha diritto a restare in Italia?
Io darei un permesso umanitario temporaneo a tutti, obbligando però le persone a seguire un percorso di inserimento. Chi non accetta o chi commette un reato viene rimpatriato. L’unico politico che dimostra di avere un progetto sensato sull’immigrazione è Emma Bonino.



 

 

 

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