Giacinto Auriti: l'uomo, l'economista, il Patriota

Sovranità monetaria: unica via per la sopravvivenza dei popoli

Sabato 12 gennaio conferenza a Modena sul pensiero e sulla figura dello studioso e sovranista “ante litteram” fondatore della “moneta del popolo” (SIMEC) e del Centro Studi Politici e Costituzionali di Chieti

Giuseppe Brienza
Sovranità monetaria: unica via per la sopravvivenza dei popoli

Locandina del convegno che si terrà il 12 gennaio a Modena sul prof. Giacinto Auriti (1923-2006)

Dall’inganno del debito pubblico e del signoraggio bancario all’agenda politico-legislativa italiana ormai “dettata” quasi esclusivamente dagli organismi economici e bancari internazionali: di questo e altro si parlerà il 12 gennaio a Modena, in occasione del convegno intitolato "Giacinto Auriti: l'uomo, l'economista, il Patriota". Promosso dal Circolo culturale La Terra dei Padri, l’incontro è stato pensato per far presentare, da parte di chi l'ha appreso direttamente dalla sua voce, il pensiero di un giurista, economista e uomo d’azione che, con le sue riflessioni sulla proprietà della moneta, ha anticipato le attuali problematiche della sovranità politica ed economica.

Giacinto Auriti (1923-2006), senza dubbio, ha avuto il torto di formarsi ed agire culturalmente e politicamente “dalla parte sbagliata” (era un paladino della sovranità nazionale e dei popoli contro il predominio delle oligarchie economico-finanziarie). Eppure la sua personale teoria giuridico-economica “del valore indotto della moneta” ebbe, sia all’interno dell'università di Teramo (che contribuì - con altri - a fondare) sia a livello transpartitico nazionale, una eco che continua a parlarci e farci riflettere, a partire da una delle sue frasi più note, decisamente pessimistica ma molto realistica, quale: "senza sovranità monetaria le nuove generazioni non avranno altra scelta che quella tra il suicidio o la disperazione".

La trasposizione in luoghi non elettivi delle decisioni economico-finanziarie è in effetti un processo storico che risale almeno al 1992, anno della firma del trattato dell’Unione Europea, più noto come “trattato di Maastricht”. Entrato in vigore il 1° novembre 1992, tale strumento solo apparentemente giuridico (in realtà pienamente politico-costituzionale, sebbene privo di basi democratiche e popolari) fissa le regole politiche e i parametri economici e sociali necessari alla realizzazione dell’unione economico-monetaria europea, quella che in pratica ci ha portato in Italia (e negli altri - allora - undici Paesi della Ue) ad abbandonare la valuta nazionale a partire dal 1º gennaio 2002. D’allora abbiamo assistito, anche a causa di altre dinamiche comunque, all’accelerazione del processo di svuotamento della sovranità, anche economica, dei singoli Stati, indotta dalla pressione sulle rispettive Assemblee legislative e Governi a trasformarsi in semplici esecutori della trasposizione delle raccomandazioni, direttive etc. provenienti dal Fondo Monetario internazionale, dalla Banca Mondiale, dalla Commissione di Bruxelles o dalla Banca Centrale Europea (Bce). Il tutto, naturalmente, scavalcando la reale capacità d’influenza sui temi economico-monetari non solo dei cittadini ma anche degli organismi parlamentari regolarmente eletti previe procedure democratiche.

Oltre all’azione civica e politica, il prof. Auriti ha tentato di spiegare e contrastare tali dinamiche con l’attività scientifica e culturale, a partire dai suoi libri e lezioni televisive autogestite, ma anche dall’attività del “Centro Studi Politici e Costituzionali”, fondato a Chieti e del quale rimangono atti, contributi e cronache nei numeri della rivista L'Alternativa, edita dallo storico giornalista ed editore della destra cattolica italiana Marino Solfanelli (1925-2014).

Relatori all’incontro di Modena del 12 gennaio (via Nicolò Biondo 297, ore 17.30) saranno il prof. Francesco Cianciarelli, assistente più longevo del prof. Auriti, e il dott. Manuel Negri, già collaboratore dello stesso indimenticabile studioso abruzzese (nato a Guardiagrele il 10 ottobre 1923 e morto a Roma l'11 agosto 2006).

A seguire "cena comunitaria" su prenotazione (scrivere a laterradeipadri@gmail.com) e concerto di musica alternativa degli Antica Tradizione con la voce soave e potente di Dian. Sonorità e testi capaci di farci sognare nuovamente e ritrovare la speranza in un mondo di rovine.

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