Disastri sulla pelle dei nostri figli

Cattedre scoperte, caos e inefficienza. Ecco la "buona scuola" del governo

Solo la propaganda di PD e media compiacenti può definire “buona scuola”, senza scompisciarsi dalle risate, un sistema che lascia gli studenti in balìa di un vergognoso balletto di docenti. Manca la "continuità didattica", ovvero il diritto a un servizio decoroso

Redazione
Cattedre scoperte, caos e inefficienza. Ecco la "buona scuola" del governo

Foto ANSA

Solo la propaganda del PD e dei media compiacenti può definire “Buona scuola”, senza scompisciarsi dalle risate, un sistema che lascia gli studenti in balìa di un vergognoso balletto di insegnanti. Ci sono, non ci sono, ci sono a intermittenza, quindi abbondano dove non servono ma latitano dove servono. La riforma di Matteo Renzi ha aggravato la gestione già caotica e inefficiente dell’istruzione pubblica in Italia. Senza che ciò abbia suscitato particolari moti di riprovazione sulla grande stampa asservita al Partito Democratico.

Il dossier di “Tuttoscuola.com” spiega che 250mila docenti, uno su tre, sono stati coinvolti nel valzer della “mobilità”, dei trasferimenti. E che 2 milioni e mezzo di studenti (33%) hanno iniziato l’anno scolastico con almeno un insegnante nuovo. E che quasi un alunno disabile su due (43%, 100mila su 233mila) ha cambiato l’insegnante di sostegno.

Ancora una volta le assunzioni in blocco paiono più rispondere a una logica clientelare che a un effettivo miglioramento dei servizi. Che in realtà, se possibile, sono peggiorati. Soprattutto al Nord. Come sintetizzato dal governatore del Veneto Luca Zaia: “Cattedre scoperte, istituti senza dirigenti, mancanza di insegnanti al Nord ed eccesso di insegnanti al Sud, l’anno scolastico 2016/2017 che di fatto non è ancora a regime, 48mila insegnanti assunti in ruolo su posti fittizi ‘di progetto’ che non servono alle scuole. A mano a mano che passano i mesi, la cosiddetta ‘buona scuola’ di Renzi assomiglia sempre di più all’assunzione dei 30mila forestali calabresi. Con tanto di ipotesi di un enorme danno erariale”.

Succede che in Veneto risultino 7mila posti di docente liberi, 6mila in Piemonte, 2mila in Friuli Venezia Giulia, 2mila in Liguria e addirittura 11mila in Lombardia, mentre in Sicilia, grazie al meraviglioso lavoro di Renzi e del PD “4.606 professori si godono lo stipendio senza far nulla perché in sovrannumero”. Colpa, spiega Zaia, del “clima clientelare in cui sono maturate le assunzioni della buona scuola” ma soprattutto “dei disastri nell’utilizzo dell’algoritmo nazionale che governa i trasferimenti dei docenti”.

Come scrive il sito specializzato “Tuttoscuola.com”, la chimera della “continuità didattica”, che poi non è altro che il banale diritto a un servizio educativo efficiente o quantomeno decoroso, “è rimandata ancora una volta a data da destinarsi”. Non solo: "Il prossimo anno si replica, con una nuova mobilità dei docenti che, stando alle premesse sull’accordo per la nuova mobilità, dovrebbe superare ogni possibile vincolo triennale con un libera tutti verso le sedi di lavoro desiderate". Complimenti a Renzi e alla sua "buona scuola".

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