Elezioni, tutti si inventano economisti

Flat Tax, tutta la verità!

Da Berlusconi a molti istituti più o meno blasonati, quasi nessuno spiega in modo corretto come funziona e cosa comporta la tassa piatta

Andrea Lorusso
FLAT TAX, basta balle!

Foto Armando Siri

Tema così centrale nel dibattito politico ed anche in quello chiacchierato nel sottobosco dei Bar (e spesso non v’è molta differenza tra l’autorevolezza delle due diatribe), la Flat Tax entusiasma gli animi dei favorevoli ed infervora in un travaso di bile dei contrari, come se questa fosse la panacea per tutti gli Zii Paperone d’Italia pronti a sguazzare nei loro averi.

Chiariamolo una volta per tutte, ricchi non ce ne sono, o almeno, la platea dei contribuenti che superino i 75mila euro di reddito lordo, oltre ad essere in contrazione, sono i più tartassati. E sono pochi, sia perché in un Paese affetto da nanismo economico, nessuno vuol essere troppo “alto”, e sia perché, chi ha la possibilità porta i propri denari all’estero.

Il reddito essendo liquido, sfocia nel mare fiscale più propedeutico alla sua sopravvivenza, quasi fosse una specie animale in via d’estinzione, a differenza degli immobili o altro patrimonio, a cui non è possibile mettere sotto le rotelle e portar via.

Quindi che fare? Per non implementare una riforma fiscale radicale che liberi decine di miliardi nell’economia facendo ripartire consumi, domanda interna, lavoro, ed investimenti, si continua una caccia alle streghe al Berlusconi di turno che troverebbe ristoro in un sistema più equo.

Ma quanti Berlusconi ci sono in Italia? E quanti operai, impiegati, piccoli professionisti, esercenti, imprenditori? Se vi chiedessero: “Affamiamo un popolo, per non far mangiare Aragoste a chi può permetterselo”, sareste d’accordo?

Già, perché al di là delle bazzecole che circolano in rete e ahinoi, sui media tradizionali e nei prezzolati commenti di illustri economi dell’ultima ora, che fomentano terrorismo psicologico, la Flat Tax non fa altro che lasciare 100-200 euro in più al mese in busta paga a chi oggi paga l’aliquota più bassa, ed in proporzione il beneficio si estende a chi ha un guadagno più robusto.

Il sistema fiscale drena risorse esistenti, non ne crea altre. Mi spiego meglio, se tu hai in casa 10 biscotti e al posto di rubartene 6 te ne prelevo 3, ti ho solo dato un vantaggio. Stesso discorso varrà per chi ha 100 biscotti, e anziché 60 ne lascerà 30 al paffuto Stato che nutriamo senza ricevere in cambio lauti servizi. Però con quei biscotti in più, potrete permettervi più agio. Quindi è vero il contrario, meno fisco significa più spirale positiva nell'economia.

Allora è ovvio che un sistema che allevi il carico di tasse, per tutti, darà giovamento in base a quanto oggi già, ogni contribuente, porta in spalla. In proporzione alla propria capacità contributiva, otterrà un beneficio.

Con l’aliquota piatta al 15% di Armando Siri, e checché se ne dica è l’unico progetto basato su numeri e fondamenta, il salariato andrà una volta in più a fare la spesa, al ristorante, al cinema, al teatro, e specularmente chi ha ingenti risorse tornerà ad investire e a creare lavoro.

Noi dobbiamo permettere a chi oggi è più in basso nella scala dei redditi, di salire, creare un ascensore sociale che porti pian piano ad allargare sempre più le maglie di chi è benestante, e non gettare pomodori alla finestra di chi è nell’Olimpo del benessere.

Oggi dov’è l’equità? La redistribuzione? Al di là dei principi, chi è povero è sempre più povero e chi  è ricco è sempre più ricco, la classe media è scomparsa, denaro e ceti si sono polarizzati, o vai al discount o alla boutique.

Abbiamo spazzato via il corpo sano, il tessuto produttivo, abbiamo criminalizzato la ricchezza, svuotato i porti, cacciato i parvenu, e sarei stato d’accordo se, avessimo dall’altro lato importato un’Oasi felice.

L’Italia annaspa, l’Agenzia delle Entrate azzanna, e le eccellenze fuggono. Dipendenti e pensionati oggi pagano l’80% delle imposte, ma ci raccontiamo ancora la barzelletta per cui nel bel Paese esista la progressività dell’imposizione.

Di progressivo e degenerativo, è rimasta la malattia cronica che attanaglia il nostro atavico Stivale. Disoccupazione stagnante, giovani in soglia di povertà, famiglie e imprese che vivono sui residui dei tempi che furono.

Siri ha dato una ricetta per non morire di rimpianto, per avere tutti gli strumenti utili a chi ha voglia ed energia, di cambiare. Perché cambiare è un diritto ed un dovere, perché cambiare è il sale dell’evoluzione, e della rivoluzione fiscale!

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Il buonismo spagnolo s'è già esaurito: "No ad Aquarius"
tanti pistolotti all'italia, ma poi...

Il buonismo spagnolo s'è già esaurito: "No ad Aquarius"

Governo, Siri: "Attacco dei mercati? Troppi titoli all'estero"
"Società di rating non fanno altro che sparare sull'Italia"

Governo, Siri: "Attacco dei mercati? Troppi titoli all'estero"

Fisco, gli incassi da compliance volano a +250% in 6 mesi
Rimborsi Iva più veloci, 4,6 miliardi già erogati

Fisco, gli incassi da compliance volano a +250% in 6 mesi

Da bollette a sanità, le spese obbligate degli italiani sono 7.300 euro a testa
Confcommercio: "in calo ma sono il 40,7% dei consumi"

Da bollette a sanità, le spese obbligate degli italiani sono 7.300 euro a testa

Rabushka: “La Flat Tax di Siri è la migliore al Mondo!”
Il consigliere economico di Reagan, esalta la Tassa Piatta targata Lega

Rabushka: “La Flat Tax di Siri è la migliore al Mondo!”


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU