i timori dei conducenti

Autisti d'autobus nel mirino. Paura in Brianza

La criminalità dilaga a Monza, ad opera anche di stranieri, ed il mestiere di manovratore diventa estremamente rischioso

Ismaele Rognoni
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Tutto iniziò il 27 luglio 2015 quando un extracomunitario aggredì l'autista della linea Z321 (Monza-Trezzo sull'Adda), mentre l'autobus si fermava al capolinea di Monza piazza Castello. A distanza di un anno gli episodi di violenza non si sono fermati, ma sono anzi aumentati. Infatti nel mese di febbraio 2016 un ragazzo, non avendo documenti o biglietti, ha colpito con un pugno l'autista della linea Z203 Monza-Muggiò.

Matteo, dipendente della società Autoguidovie che si occupa del trasporto nella provincia di Monza e Brianza, evidenzia la maleducazione della gente come sia l'elemento fautore di questi episodi di violenza: "A me non è mai successo niente, ma spesso non chiediamo il biglietto per evitare pesanti discussioni. Basterebbe avere dei tornelli all'ingresso degli autobus come già avviene all'estero per limitare tali episodi".

Anche Andrea Aliprandi, autista della Net (Nord Est Trasporti, del gruppo ATM) sostiene la tesi appena illustrata del collega Matteo: "Nonostante ci siano tre telecamere all'interno degli autobus e una esterna, c'è meno rispetto del nostro ruolo e le discussioni possono nascere dall'arroganza delle persone che hanno sempre fretta e non capiscono che io non posso partire con quattro passeggini aperti a bordo. Anche a me non è successo mai nulla, sebbene salgano spesso a bordo degli immigrati e la mancanza di controlli ha aumentato il senso di pericolo. Gli episodi di cronaca parlano da soli".

I pendolari hanno opinioni uguali a quelle dei controllori oppure diverse.
Marcello Bernardi, studente universitario, ha notato che a volte è necessario "far scendere con la forza" i passeggeri privi di biglietto. Ma Daniele Foti, studente diciassettenne, non la pensa così: "Forse non guasterebbe, in alcune circostanze, un po' di tolleranza in più da parte dei controllori nei confronti di chi, per una volta ha dimenticato l'abbonamento". Silvia Galimberti ammette che: "Qualche anno fa mi è capitato di notare ubriachi sugli autobus, ma ultimamente non ho visto nulla di strano o pericoloso e sono migliorate anche alcune fermate in centro". 

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