Terrorismo e bugie di Stato

Nizza: "Il governo ci disse di mentire" sulla presenza della polizia la sera della strage

Il capo della sorveglianza denuncia di aver ricevuto pressioni da parte del ministero dell'Interno per indicare nel rapporto la presenza di pattuglie

Redazione
Nizza: "Il governo ci disse di mentire" sulla presenza della polizia la sera della strage

Il camion utilizzato per compiere la strage. Foto ANSA

È gravissima l'accusa lanciata contro il ministero dell'Interno francese da Sandra Bertin, responsabile del centro di supervisione urbana di Nizza. Domenica 24 luglio, in un'intervista al Journal du dimanche ha affermato: "Ho subito insistenze per un'ora, mi è stato ordinato di indicare le posizioni specifiche della polizia nazionale, che io negli schermi non ho visto". L'ordine le è stato ripetuto il giorno dopo la strage, ha spiegato, con la richiesta esplicita di "un rapporto in cui segnalare i punti di presenza della polizia municipale, le barriere, e di precisare bene che si vedeva anche la polizia nazionale in due punti".

Lei si è però rifiutata di mentire: "Ho risposto che non avrei scritto ciò che non avevo visto. È possibile che la polizia nazionale fosse là, ma non compariva nei video. Allora questa persona mi ha chiesto di mandare per mail una versione modificabile del rapporto, per non dover riscrivere tutto", così almeno hanno tentato di farle credere. La Bertin spiega nell'intervista di aver "alla fine inviato via email una versione Pdf non modificabile e un'altra modificabile".

"Alcuni giorni dopo, la sotto direzione dell'anti-terrorismo mi ha chiesto di cancellare i nastri di sei telecamere che avevo citato nella mia relazione, quelle che hanno filmato l'attentato". A seguito di questa richiesta, il quotidiano Libération ha pubblicato un'indagine secondo la quale "l'ingresso del perimetro pedonale della Promenade des Anglais non era protetto dalla polizia nazionale". La notizia ha scatenato polemiche contro il ministro degli Interni Bernard Cazeneuve e la Prefettura delle Alpi marittime oltre che contro il governo Valls, costretto ad aprire un'inchiesta interna.

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