Scandali e proteste

Presidenziali USA, Hillary contestata dai delegati del suo partito: "Vergogna!"

Prima ancora che la convention democratica abbia inizio a Filadelfia, la signora Clinton è stata già ricoperta di fischi e insulti dai fedelissimi di Sanders

Redazione
Presidenziali Usa, Hillary contestata dai delegati del suo stesso partito: "Vergogna!"

Hillary Clinton e Donald Trump. Foto ANSA

"Vergogna, vergogna" e "State uccidendo il partito" sono solo alcune delle frasi urlate all'indirizzo dei sostenitori di Hillary Clinton da parte dei delegati dello stesso partito democratico ma fedeli a Bernie Sanders. Mentre la sfidante di Donald Trump è in evidente imbarazzo per le polemiche scatenate dal caso delle email contro il senatore del Vermont svelate da Wikileaks, domenica 24 luglio migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Filadelfia con le magliette "Bernie for president", agitando cartelloni con la scritta "Bernie o niente". Il centro della città è blindato, con poliziotti a ogni angolo e manifestanti che sperano ancora in una convention contestata, con Sanders che alla fine la possa spuntare su Hillary: "Dovrebbe andare in prigione per tradimento", si legge su un cartello posizionato nelle vicinanze del centro per il ritiro degli accrediti.

L'appuntamento al Wells Fargo Center nel quale giovedì la signora Clinton, accompagnata dalla figlia Chelsea, dovrebbe ricevere ufficialmente l'investitura a sfidante di Donald Trump, si prevede molto caldo, tra polemiche e contestazioni che potrebbero generare qualche sorpresa. Le urla contro la candidata sono state scatenate dalla riunione della commissione che si occupa di stabilire le norme per la procedura della nomination, nella quale i sostenitori di Sanders hanno dato battaglia sul sofferto nodo dei "grandi elettori": fallito il tentativo di far passare le loro proposte tese ad eliminare o limitare il potere dei superdelegati, in molti hanno inscenato la clamorosa protesta.

Mentre i democratici litigano tra di loro, a rubare ancora una volta la scena è Trump: gli attacchi terroristici in Francia e Germania sono "colpa loro" - spiega in una intervista alla Nbc - perché questi Paesi "hanno permesso a tutta quella gente di entrare nei loro territori. E noi dobbiamo essere più duri - aggiunge - e lo saremo, adotteremo standard più duri. Se una persona non può provare quello che deve essere capace di provare non potrà entrare in questo Paese. È questo il motivo per il quale è avvenuta la Brexit, perché il Regno Unito ha detto di essere stanco di tutto ciò". Dopo la Nato, poi, il tycoon ha attaccato frontalmente la World Trade Organization proponendo di tassare le aziende che spostano le loro attività all'estero con un'aliquota che va dal 15% al 35%, e ha anche ribadito che una volta alla Casa Bianca rinegozierà o ritirerà gli Usa da accordi commerciali come quello del Nord America (Nafta) e la Trans-Pacific Partnership (Tpp).

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