Sessismo? Ma dove?

Boldrini fa la "piangina", Salvini la affonda: "Ipocrita, buonista, razzista con gli italiani"

Per la terza carica dello Stato, evidentemente, l'emergenza non sono le stragi e gli attentati che insanguinano l'Europa, ma un'innocente battuta del leader della Lega. Che replica con l'hashtag #sgonfialaboldrini

Alfredo Lissoni
Boldrini fa la "piangina", Salvini la affonda: "Ipocrita, buonista, razzista con gli italiani!"

"Ipocrita, buonista, razzista con gli italiani. Dimettiti!". Così su Facebook, riferendosi a Laura Boldrini, Matteo Salvini. Che lancia l'hashtag #‎sgonfialaboldrini‬, dopo un (inutile) polverone estivo sollevato "dal presidente" della Camera per una battuta pronunciata domenica scorsa durante la festa della Lega a Soncino, nel Cremonese.



In realtà, all'apparire sul palco di un simpatizzante con una bambola di plastica (più simile ad un palloncino per bambini che non ad uno strumento di piacere, come lo hanno interpretato a sinistra), il "Capitano" aveva celiato: "C'è una sosia della Boldrini, qua sul podio". Apriti cielo! Tanto è bastato alla sinistra, debitamente aizzata dalla diretta interessata, che su Facebook aveva postato ai suoi un bel "Lascio a voi ogni commento", per scatenare un'apocalisse mediatica. O goliardica, se volessimo essere buoni. Se non fosse che capita nel bel mezzo di un tragico profluvio di eccidi e stragi lungo tutto il pianeta, dalla Francia alla Germania, dall'Iraq alla Siria, nonostante il quale i buonisti-sinistrati non trovano di meglio da fare che perdere il proprio tempo (evidentemente tanto, e ben pagato da noi), per inseguire una battuta di Salvini (per inciso, nemmeno sessista).

"In un'Italia che chiede il 70 per cento di tasse a chi produce, dove sbarcano 1.500 clandestini al giorno, il problema è Salvini e una bambola? La Boldrini è indegna come politico e come presidente della Camera, e se si dimette domani fa solo un piacere al Paese. Io non distinguo gli esseri umani né i politici fra uomini e donne, distinguo le persone per bene e le persone per male. Persone che fanno il loro lavoro e persone che non lo fanno. La Boldrini è donna, potrebbe essere uomo, potrebbe essere Superman o l'Uomo Ragno, non è in grado di gestire la Camera e come politico non rappresenta gli Italiani", ha replicato il leader leghista. Che sui suoi canali social ha poi rincarato la dose con un altro post: "Di donne in gamba, brave, determinate e capaci, nel lavoro e in politica, per fortuna ce ne sono tante. La Boldrini non è una di quelle. ‪#‎sgonfialaboldrini‬".



Che la sinistra debba coprire il fallimento delle proprie politiche buoniste e pro-integrazione e distogliere l'attenzione dai problemi reali del Paese - come la manovra da 30 miliardi che a breve ci scaricherà sul groppone - coprendo Salvini di insulti (per carità, in nome della "democrazia"), è alquanto triste.

Sessista, machista, indecente, volgare, osceno, misogino sono solo alcuni degli epiteti che gli esponenti del PD e della sinistra più o meno estrema in generale hanno indirizzato (in nome del "rispetto" e della "tolleranza") al leader leghista. Con punte di drammaticità a tratti degne della migliore tragedia greca. "Non è possibile sottovalutare la pericolosità dell'atto, perché è proprio dalla cultura che vede le donne ridotte a meri oggetti sessuali inanimati che si legittima la violenza di genere", scrive il deputato dem Emanuele Fiano. Che non sta parlando dei colpi di machete di Reutlingen o del dramma delle donne costrette a forza ad indossare il burqa (ma già, lì i "sinistri denoantri" tacciono, per non "offendere" i tanto coccolati immigrati islamici), ma di una battuta durante una festa. "Salvini, squallore senza limiti", twitta a sua volta il neo-papà (per procura) Nichi Vendola. E la lista di "indignati democratici" va avanti all'infinito...

Guai a rispondere. E poco importa se di facezia si è trattato. Vietato protestare quando è la sinistra - con i vari Guzzanti, Litizzetto, Benigni, Fo, Vauro e soci - che bombarda di battute (anche pesanti) quelli che non la pensano come loro, vietato indignarsi quando i centri "a-sociali" (leggi nazistelli rossi), fanno a pezzi i libri di Salvini o ne appendono a testa in giù un fantoccio da un cavalcavia di Bologna. Perché quella è "satira culturale". In nome di una democrazia a senso unico.

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