Intervista al coordinatore Ufficio studi Cgia di Mestre

Zabeo: "L'Italia è in grave difficoltà. E il governo ha fallito sulla spending review"

"Siamo caduti nella spirale della deflazione. La ripresa è solo statistica. Questo Paese ha perso 9,5 punti percentuali di Pil dall’inizio della crisi e non riesce a risollevarsi"

Marco Dozio
Zabeo: "L'Italia è in grave difficoltà. E il governo ha fallito sulla spending review"

Foto da YouTube

L’Italia che doveva ripartire grazie alle prodigiose riforme renziane, in realtà mai uscita dalla crisi, ora annaspa, boccheggia, anzi viene “risucchiata dalla spirale della deflazione”, come spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre. Dunque la ripresa è solo “statistica”, l’Italia versa in una “situazione di grave difficoltà”. E la tassazione resta inaccettabile anche perché il governo “ha fallito sulla spending review”.

La concordanza di dati negativi è impressionante. L’Istat dice che sono calati fatturato e ordinativi dell’industria, commercio extra Ue e consumi interni. Cosa significa?
Siamo caduti nella spirale della deflazione, almeno da un anno a questa parte. Ovvero calo dei consumi interni e conseguente calo dei prezzi: quest’ultimo solo apparentemente è un dato positivo. In realtà è negativo perché nonostante questo calo le famiglie non acquistano, sperando che i prezzi scendano ulteriormente. E la caduta dei prezzi fa sì che si riducano i margini di guadagno per le aziende. Le famiglie non consumano, dunque gran parte del sistema Paese, ovvero la stragrande maggioranza delle piccole e medie aziende che lavorano per il mercato interno e non esportano, continua a essere in difficoltà.

Questa spirale dove ci può portare? Fino a poco tempo ci descrivevano un quadro economico diverso. Era un’illusione?
La ripresa è solo statistica. Obiettivamente le questioni internazionali, come Brexit e terrorismo, faranno sì che anche quest’anno molto probabilmente la ripresa sarà più contenuta rispetto alle previsioni. Questo Paese ha perso 9,5 punti percentuali di Pil dall’inizio della crisi e non riesce a risollevarsi. L’Italia è in una situazione di grave difficoltà. La media nazionale risente anche dei dati del Sud, che è in condizioni drammatiche: una deriva solo in parte ammortizzata da lavoro nero ed economia sommersa.

Cosa bisogna fare?
Due cose nell’immediato. La prima è rilanciare gli investimenti pubblici. Dall’inizio della crisi abbiamo perso il 30% di investimenti, un crollo verticale: per farlo bisogna che gli investimenti in conto capitale escano dal perimetro del rapporto deficit/pil. Quindi investimenti in infrastrutture materiali ma anche immateriali, come la banda larga. La seconda cosa è abbassare le tasse in maniera drastica, scioccante: la pressione fiscale deve scendere di almeno 5 punti.

Quello dell’abbassamento delle tasse è un proposito che non si realizza mai.
Perché la situazione dei conti è tale che per tagliare le tasse di 5 punti bisogna operare una consistente riduzione della spesa pubblica. Tagliare gli sprechi. Ma anche questo governo sul tema della spending review ha sostanzialmente fallito, o quantomeno le premesse erano molto diverse.

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