sesso, morte e immigrazione

A Brescia arriva la scuola in stile PD. Rolfi: "Cultura araba, cinese e pakistana? No grazie"

L'ex vicesindaco e consigliere regionale leghista: "Dobbiamo ringraziare il sindaco Del Bono e la sua variegata maggioranza se nelle scuole bresciane non ci si fa mancare proprio nulla”

Redazione
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A destra, il consigliere regionale leghista Fabio Rolfi

Arrivano a Brescia i corsi di formazione per gli insegnanti delle scuole di infanzia e primarie comunali "sul tema dell'affettività, della sessualità" (non sarà per caso il gender?) e "sull'educazione alla morte". Tutte tematiche che, per volere della giunta Del Bono a guida PD, i docenti dovranno spiegare ai bambini. Carta canta ed i documenti che vi presentiamo parlano chiaro. O scuro, per la verità. Perché non è che ci si capisca molto. Che cos'è l'educazione alla morte? Non sarà forse l'eutanasia sull'onda dell'emotività del caso Charlie Gard? O è altro? Non osiamo pensare come interpreterebbe quel corso "sull'educazione alla morte" un eventuale professore convertitosi al radicalismo islamico...

Scherzi a parte, c'è l'educazione alla sessualità. Ben venga. Ma a quale? Cosa spieghi ad un bimbo di sei anni? Cicogne, cavolfiori e uteri in affitto? Per tacer del fatto che - sempre dal documento unico di programmazione che sta affrontando il consiglio comunale bresciano - i radical-chic di Sinistra non hanno trovato di meglio che inserire anche i "corsi di cultura araba, cinese e pakistana". Evidentemente per gli italiani, dubitiamo che servano a cinesi, arabi e pakistani, no? Rottamiamo pure Dante, Petrarca, Boccaccio e Manzoni. Roba vecchia, si sa.


E per non farci mancar nulla, nell'Italia del calcio e del ciclismo (i due sport più seguiti o praticati) ecco spuntare il "corso di cricket" che, come è noto, è lo sport prediletto di alcuni Paesi asiatici (India, Pakistan, Bangladesh e Sri Lanka). Non si vorrà certo costringerne gli immigrati in Italia a giocare a pallone? Una scelta che sa un pochino di discriminazione. Non s'arrabbieranno i cinesi nel vedersi escluso un corso di Kung Fu, che come è noto tutti praticano in Cina, bimbi, uomini ed anziani? Bruce Lee si rivolta nella tomba...


Un buonismo, quello bresciano a targa PD, tirato all'ennesima potenza, che fa salire sulle barricate il consigliere regionale Fabio Rolfi, che attacca: “Dobbiamo ringraziare il sindaco Del Bono e la sua variegata maggioranza se nelle scuole bresciane non ci si fa mancare proprio nulla”. L’ex vicesindaco della Città di Brescia non fa sconti al documento unico di programmazione in discussione a Palazzo Loggia. “Scorrendo le pagine del documento", precisa l’esponente della Lega Nord cittadina, "possiamo trovare davvero di tutto, specie per quanto concerne le scuole d’infanzia e primarie".


"Non poteva mancare alla voce corsi di formazione l’ormai arcinoto cavallo di battaglia di un certo mondo iperprogressista, ovvero l’educazione alla sessualità; tema sicuramente importante, posto però in essere in modo volutamente fumoso, ma che soprattutto andrebbe affrontato all’età giusta, sicuramente non alle elementari, figuriamoci all’asilo. Ma la new entry di quest’anno è l’educazione alla morte, altro misterioso oggetto di insegnamento, di cui sarebbe bello conoscere meglio i contorni".

"C’è poi ampio spazio dedicato ad accontentare un certo tipo di immigrazione, quella islamica. Abbiamo infatti il corso di cultura araba, quello di cultura pakistana, il corso sull’intercultura e il corso di cricket, sport molto praticato da certi stranieri. Niente da dire insomma", conclude Rolfi, "il capitolo scuola del documento di programmazione è davvero in linea con Del Bono e la sua maggioranza”. Già, più fumoso di così... 



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