La minaccia del sultano

Erdogan: "Soldi e visti facili. O vi inonderemo di immigrati"

Senza la vagonata di miliardi promessi dall’Europa e la liberalizzazione dei visti tra Ankara e Unione Europea, il presidente turco farà saltare l’accordo sugli immigrati

Marco Dozio
Erdogan: "Soldi e visti facili. O vi inonderemo di immigrati"

Foto ANSA

La minaccia di Erdogan stavolta non potrebbe essere più esplicita. Senza la vagonata di miliardi promessi dall’Europa e senza la liberalizzazione dei visti tra Ankara e Unione Europea, il presidente turco farà saltare l’accordo sugli immigrati. Tradotto, significa che farà in modo di aumentare ulteriormente il flusso di disperati. Lo ha detto a chiare lettere nel corso del vertice umanitario globale che si è tenuto lunedì e martedì a Istanbul, davanti a 55 capi di Stato e di Governo e al segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Il Corriere della Sera ha raccolto le parole di una fonte vicina al leader turco: “I rappresentanti della Ue ci continuano a chiedere dove sono i progetti, come vogliamo investire questi soldi, ma noi abbiamo qui due milioni di siriani, abbiamo costruito campi, provveduto ai loro fabbisogni. Cosa dobbiamo dimostrare?” Soldi e visti, contropartite delicatissime. Erdogan sostiene di non aver mai visto i 6 miliardi di aiuti promessi dall’Europa alla Turchia per strutturare l’accoglienza. Poi come ha dimostrato un servizio della trasmissione “Piazzapulita” su La7, succede che in Turchia i bambini siriani vengano sfruttati nelle fabbriche con la compiacenza delle autorità turche, ma evidentemente nella richiesta di denaro e di visti facili questo è poco più che un dettaglio per il governo filo-islamico. “Sui visti l’Ue ci chiede altri sforzi — ha aggiunto Erdogan secondo quanto riporta Il Corriere — ma l’esenzione è stata concessa ad altri Paesi più facilmente. Ieri alla cancelliera Merkel ho chiesto: perché invece volete tutto dalla Turchia?”. La questione dei visti è legata anche alla modifica della normativa antiterrorismo, che i turchi non intendono cambiare.

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