curarsi con la fitoterapia

Il dente di leone. Conosciuto già nel Medioevo

É sicuramente l’erba officinale più famosa della tradizione popolare; detta erba matta per il sapore, dente di leone per la forma delle foglie, piscialetto per l’azione diuretica, soffione per l’aspetto dei frutti, girasole selvatico per il colore dorato dei fiori

Redazione
Il dente di leone. Conosciuto già nel Medioevo

Venne ribattezzato tarassaco nel Medioevo dagli Apoticari, gli antenati dei moderni farmacisti, che si ispirarono alla dizione araba tarahsaqun, erba amara. Il Taraxacum officinale, appartenente alla famiglia delle Asteraceae (ex Composite), è molto noto a livello popolare come “erba matta”; è una specie spontanea della nostra flora, frequente nei luoghi erbosi dal piano alla zona alpina.

L’erba matta è una pianta perenne a scampi eretti o ascendenti, alti fino a 50 cm, portanti all’apice un unico capolino; le foglie sono a rosetta basale, oblunghe e dentale; il tarassaco produce un fiore giallo zolfo. L’epoca della fioritura è in febbraio ed in autunno; la raccolta da maggio a luglio. Il tarassaco prolifera, moltiplicandosi per seme, in qualsiasi tipo di terreno. Se curato in vaso, si ricordi che richiede di essere esposto al sole sino a mezzogiorno; le annaffiature debbono essere regolari, più abbondanti nel periodo estivo.

Ha proprietà diuretiche e moderatamente lassative; utile per tonificare il corpo. Dalle radici si prepara un decotto e dalle foglie si ricava un infuso. Le foglie vengono anche utilizzate come alimento, come insalata dal gusto pungente o, se bollite, in minestre dal gusto amarognolo. Molto radicate nell’uso popolare, le cure primaverili del tarassaco si basano sull’assunzione giornaliera, per circa un mese, di un decotto concentrato. Esso ha un’azione prevalentemente diuretica, grazie alla presenza di sali potassici che permettono all’organismo di eliminare una grande quantità di scorie, col risultato di un effetto depurativo generale.

Raccolta a metà estate, quando il tarassaco è ricco di sostanze amare, tale pianta risulta essere particolarmente utile per la digestione. In tal caso si utilizzeranno le radici, debitamente ripulite, per un decotto rinfrescante. In autunno la quantità di inulina, un particolare zucchero, aumenta; se si fanno bollire le radici del tarassaco se ne ricava un decotto che ha una leggera azione lassativa.

Mettete le radici in un frullatore ed estraetene il succo; tre cucchiai al giorno saranno una valida cura disintossicante primaverile per espellere le numerose tossine accumulate durante l’inverno. Oppure bollite due-tre cucchiaini da tè di foglie secche polverizzate o di radici sminuzzate, in una tazza di acqua per tre-cinque minuti. Lasciate riposare per quindici minuti e poi filtrate con un colino o un panno. Ora potete berlo. Appena preparato ha un forte effetto disintossicante e diuretico, se preso alla dose di tue tazze al giorno lontano dai pasti. Per cure disintossicanti nei mesi primaverili il decotto va bevuto per quattro-sei settimane.

Riempire una tazza di acqua distillata bollente e versatevi dentro una manciata di fiori freschi di tarassaco, finemente sminuzzati (meglio se raccolti in un recipiente o un colino); coprite bene lasciando a macerare per due o tre ore. Conservate quindi il liquido a temperatura ambiente in un recipiente di vetro, per due o tre giorni. Quindi utilizzate la lozione per impacchi: schiarisce la pelle e soprattutto le efelidi.

Le foglie del tarassaco, colte in primavera quando sono più tenere, possono essere mangiate sia crude che cotte, consentendo così diverse e versatili preparazioni alimentari. Anche i boccioli dei fiori hanno un uso alimentare: si mettono difatti sotto sale come i capperi e ne costituiscono un succedaneo molto saporito. Con i rizomi (le radici) si ottiene addirittura un buon surrogato del caffè. In erboristeria le radici vengono raccolte in autunno, prima che la pianta entri in riposo, o in febbraio, prima che fiorisca; dopo averli lavati per eliminare la terra, ed avere tagliato le radichette terminali, si essiccano al sole o in forno a temperatura moderata, e si conservano in vasi di vetro al riparo dalla luce.


Prendete 200 g. di foglie giovani e dieci foglie di basilico; tagliatele finemente mescolandole; conditele con due-tre cucchiai di olio extravergine d’oliva e con del succo di limone. Potete servire quest’insalata con fette di pane tostate, strofinate con aglio e cosparse con un filo di olio di oliva extravergine. É un’insalata raccomandabile per le proprietà depurative e lassative, molto adatta anche per chi vuole mantenere la linea.

 

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

a
Bello é buono

Lo strudel casareccio


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU