maledetto ttip

Quel trattato che ci annienterà tutti...

Nonostante il malcontento di tutti, il principe di Rignano all'Arno e re Giorgio ci conducono diritti diritti dentro la pancia dello zio Sam. Anzi no: saranno le nostre pance a dover digerire le porcherie americane

Urbano Secondo
Quel trattato che ci annienterà tutti...

Foto ANSA

Premi Nobel, imprenditori, manager indipendenti, insegnanti, agricoltori e via all'infinito. Tutte le categorie protestano contro la (scongiurata) firma del TTIP, il trattato di libero scambio tra USA e Ue. Partenariato, come lo ha definito l'amministrazione Obama per indorare la pillola amara, anzi letale, per le nostre aziende e per il futuro delle nostre generazioni. Un trattato che, come ha più volte spiegato il premio Nobel all'economia professor Joseph Stiglitz: "Con la scusa dell'abbattimento delle tariffe doganali (già molto basse) le multinazionali USA vogliono scavalcare le normative sulla sicurezza alimentare, ambientale e del mondo del lavoro per propri interessi speculativi".

La risposta di Renzi, a tutto favore delle multinazionali, è stata la nomina del ministro Calenda al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), "un fan del TTIP", come hanno riportato importanti quotidiani. Pupillo del più famoso Luca, nipote dell'ancor più famoso regista, Calenda, laurea in legge, sembra si sia spesso schierato a favore dell'industria dell'automobile. Anche grazie a questo si è conquistato i galloni. Osservatori internazionali si domandano spesso "come mai le migliaia di nomine di manager renziani passino tutte, senza la minima opposizione, sebbene più del 90% siano alquanto discutibili e talvolta al limite del ridicolo, mentre se un professionista (con seria esperienza) non allineato si insedia in una posizione anche di terzo o quarto livello, escono dal sottobosco decine di burocrati e detrattori che gli/le faranno le pulci sul nulla, solo per screditare?".


Il Ministro Calenda fa eccezione? Noi non siamo qui a criticare la sua adeguatezza o meno all'importante incarico. Siamo però molto preoccupati perché la posta in gioco è molto alta. L'impatto (negativo) sulla salute, sull'ambiente, sullo sviluppo dei prossimo decenni è enorme. E, guarda caso, quelli che tifano TTIP sono soprattutto "gli amici dell'auto e della TV". Dal Manuale delle Giovani Marmotte anche i bambini capirebbero che dove c'è fumo c'è arrosto... Come in una dittatura ottocentesca, Renzi fa il bello e cattivo tempo. Ha ereditato il testimone da re Giorgio. Anzi, lo scettro.


Non sappiamo se questi signori siano al servizio di piani strategici ben studiati oltreoceano o se siamo dei pasticcioni, improvvisatori dilettanti (il che è più probabile). Sta di fatto che, nonostante la fortissima opposizione del popolo, dei cittadini, questi signori ci conducono imperterriti dentro le fauci dello zio Sam. Il TTIP: il colpaccio del secolo!
Questi politici hanno trasformato un partito che decenni fa era l'emblema della difesa dei diritti dei lavoratori, della tutela degli agricoltori, delle lotte ambientali, in tutt'altra cosa. Al punto da fare irritare anche i magistrati.


Eppure questi signori hanno invaso la TV pubblica e la maggior parte della carta stampata. Si son presi "il quinto potere": l'informazione. Tentano anche di impostare un "linguaggio nazionale" che assecondi il loro modo di essere "politicamente corretti" e "buonisti". E chi si oppone diventa "brutto e cattivo". Chissà se arriveranno a farci credere che un hamburger con bevanda gassata color caramello sia più salutare di un piatto di riso e bisi? La sfacciataggine, abbiamo visto, non ha più limiti...

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