E la chiamano "integrazione"

Sesto, il PD candida "islamici radicali". Giovane "integrato" postava video di un sostenitore del Califfato

Nella città dell'hinterland il Partito Democratico mette in lista Bilal Daaou, esponente dei Giovani Musulmani d'Italia, il quale su Facebook consigliava gli interventi di Tareq Al Suiwaidan, predicatore fondamentalista che auspica la sottomissione di Roma all'Islam

Redazione
"Il PD candida islamici radicali". Giovane "integrato" postava video di un sostenitore del Califfato

Bilal Daaou da Facebook

"Islamici radicali nelle liste del Pd". A Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, il Partito democratico candida per le imminenti comunali Bilal Daaou, esponente dei Giovani Musulmani d’Italia che nel 2014 sui social ha consigliato “vivamente” un video di Tareq Al Suiwaidan, sostenitore di un’espansione del Califfato islamico che dovrà arrivare a sottomettere Roma. Un predicatore fondamentalista che non può mettere piede in Regno Unito, Belgio, Francia e persino Arabia Saudita, per dire.

E che contro Israele, oltre ad aver negato l’Olocausto, si è espresso così: “Tutte le madri della comunità islamica dovrebbero allattare i propri figli con l'odio verso i figli di Sion. Li odiamo, sono i nostri nemici. Dobbiamo istillare questo nei cuori dei nostri figli sino a che sorga una generazione che li cancellerà dalla terra”. Persino l’Italia, dopo che il caso fu sollevato da associazioni cattoliche, nel 2016 vietò ad Al Saiwidan l'ingresso nel nostro Paese, dov’era stato invitato a tenere una serie di predicazioni dall’Associazione islamica italiana degli Imam.

Dunque un candidato del PD consiglia le prediche di un personaggio che sponsorizza il Califfato, auspica la distruzione di Israele e la sottomissione di Roma? E il partito della sinistra che fa? Prende le distanze, disconosce il proprio esponente, lo invita a una pubblica ammenda o quantomeno a chiarire le ambiguità? No, nulla: per ora tace. E naturalmente non viene incalzato dalla grande stampa. Parliamo dello stesso PD che a Milano ha fatto eleggere in Consiglio comunale una candidata la cui famiglia è considerata vicina a posizioni estremiste.

Il caso di Bilal Daaou è stato sollevato da Roberto Di Stefano, aspirante sindaco per il centrodestra: “Sempre su Facebook Daaou condivide video degli Umma Mic, un gruppo rap che sulla questione palestinese canta: 'Partiamo dal principio che non è una guerra ma un genocidio'. E invita i suoi contatti a partecipare a un convegno dei Giovani Musulmani in cui l'ospite d'onore era Hamza Piccardo, sostenitore del 'diritto alla poligamia'".

E ancora: “Non possiamo accettare che il PD porti avanti tramite alcuni suoi rappresentanti, di area non proprio moderata nel mondo islamico, posizioni radicali e di sostegno a personaggi come Hamza Piccardo e soprattutto Al Suwaidan che rappresentano un islam estremista e dai pensieri molto preoccupanti". “Chiediamo immediatamente una presa di posizione forte dal PD che proprio recentemente ha confermato in lista un consigliere che ha messo le mani addosso a una donna - conclude Di Stefano - Siamo francamente preoccupati dalla deriva ideologica e dagli esponenti che propone il Pd nelle sue liste”.

A Sesto San Giovanni il Pd vuole inaugurare una grande moschea da 2.400 posti. In una delle aree ad alta densità di radicalismo islamico. Va ricordato che nella città dell’hiterland stava cercando rifugio Anis Amri, il terrorista lo scorso dicembre che uccise 12 persone a Berlino travolgendole con un camion lanciato sul mercatino di Natala. Quel camion era partito da Cinisello Balsamo, a pochi chilometri da dove era stato trovato Amri.  



Il post in cui l'esponente del Pd "consiglia vivamente" un predicatore che sostiene il Califfato e auspica la distruzione di Israele


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