Miracolo: seconda settimana di "Rosso Istria" nelle sale!

“Red Land lascerà un segno indelebile nella storia futura”

La programmazione del film sulle foibe di Maximiliano Hernando Bruno continua nei cinema italiani fino al 28 novembre, nonostante gli ostracismi della vetero-sinistra ed i boicottaggi dei grandi circuiti. Bisogna riempire le sale se vogliamo che continui ad essere programmato e ad essere richiesto anche in nuove città. Ne parliamo in un’intervista esclusiva con uno degli attori protagonisti, Vincenzo Bocciarelli

Giuseppe Brienza
“Red Land” lascerà un segno indelebile nella storia futura”

Vincenzo Bocciarelli, uno degli attori protagonisti di "Red Land"

Vincenzo Bocciarelli, attore di teatro e cinematografico di esperienza (ha recitato fra l’altro ne L'inchiesta e in Cartoline da Roma, di Giulio Base, ne La scuola più bella del mondo, di Luca Miniero, Mission possible e The dog of Christmas, di Bret Roberts), interpreta in “Red Land – Rosso Istria” (Venicefilm 2018) Mario Bellini, Sottufficiale del Regio Esercito Italiano, nel 1943 di stanza a Trieste, barbaramente ucciso dai partigiani titini. Parliamo con lui di quest’opera prima come regista di Maximiliano Hernando Bruno, argentino, che ha alle spalle diverse buone prove da sceneggiatore cinematografico. Un film uscito tra le polemiche della critica e il grande apprezzamento del pubblico nelle sale italiane il 15 novembre. Racconta dopo ben 75 anni in maniera completa e veritiera le tragiche vicende che si sono consumate in Istria dopo l’8 settembre del 1943, che hanno visto il “martirio” di tanti nostri connazionali da parte dei rappresentanti di una ideologia assassina che, ancora oggi, è difesa o, peggio, esaltata come il comunismo. Dalla Thailandia, dove attualmente si trova sul set in di una grossa produzione internazionale, Vincenzo Bocciarelli ha risposto ad alcune domande in esclusiva per Il Populista.

D. Vincenzo, come pensi che Red Land sia stato finora accolto dal pubblico italiano?

R. Penso che sia stato accolto molto bene...siamo solo all’inizio e Red Land lascerà un segno indelebile nella storia futura. Non solo è un film ma una vera opera d’arte. Basti pensare alle prime scene con la luce negli occhi dei cervi che sembrano presagire l’imminente orrore. Il nostro bravo e sensibile regista ha messo nella creazione molto amore come penso abbiamo cercato di mettere tutti noi. Un coro di luce verso tutte quelle anime che sono restate nel buio delle foibe per anni e che finalmente hanno ritrovato la luce, la pace.

D. La vicenda del personaggio che interpreti, un Sottufficiale del Regio esercito che non vorrebbe arrendersi ma si sente abbandonato dai suoi vertici e finisce male, ti ha trasmesso qualche impressione o riflessione in particolare?

R. Mario Bellini, il personaggio realmente esistito al tempo, rappresenta il filo di connessione tra la tensione incalzante del quartier generale triestino dove agisce Bellini con il generale al comando e la casa di Norma Cossetto [la giovane istriana torturata, violentata e uccisa in Istria da partigiani comunisti titini il 5 ottobre del 1943] dove si susseguono in un continuo crescendo le scene che porteranno poi al terribile atto di violenza sulla povera Norma. Sono felice di dare voce a questo uomo che tra l’altro è l’unico nel film a pronunciare “Ti amo” alla sua amata moglie Noemi. Una dichiarazione che per me è stata molto significativa e profonda. È un ti amo che vuol essere anche un addio. E il “ti amo” detto con gli occhi gonfi di pianto alla propria patria di cui ne presagisce la fine.

D. Hai avuto qualche riscontro personale, positivo o negativo che sia, per il tuo coinvolgimento nel film o per l'interpretazione di Bellini?

R. Sono tante le soddisfazioni che stanno arrivando giorno dopo giorno. Credo che non solo il pubblico ma tutti noi, oggi giorno, abbiamo bisogno di tempo per assimilare e vivere davvero ciò che vediamo e percepiamo. Le cose vere e profonde lasciano un segno lento ma costante. La rapidità consuma, brucia e viene dimenticata. Qualcuno per esempio mi ha detto che avrebbe voluto che il mio personaggio fosse più presente nel film senza pensare che il cinema, secondo me, non deve essere un gioco meramente narcisistico ma il sentirsi completamente, con grande umiltà, parte integrante di un messaggio altro ma soprattutto alto. È la sensazione che ho avuto sin dal primo momento che ho letto la sceneggiatura.

D. Come ha risposto finora secondo te "al botteghino" il film? Te lo aspettavi?

R. Ci tengo a ripeterlo, siamo solo all’inizio. Ogni giorno ricevo complimenti sui social sulla mia interpretazione e sul film. Questa per me è una grande soddisfazione anche perché mi conferma il fatto d’averci visto giusto. Per questo vorrei ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me: il produttore Alessandro Centenaro della Venice Film, il regista Maximiliano Hernardo Bruno e Giuseppe Esposito che per primo mi ha immaginato nel cast insieme ad attori tutti straordinari.

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