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Appalti truccati in Abruzzo: nove indagati, anche per le lampade dei cimiteri

L'elaborata indagine ha fatto venire alla luce "una serie di condotte tese a sviare l'azione amministrativa a beneficio di interessi particolari"

Redazione
Appalti truccati in comune abruzzese: nove indagati, anche per le lampade dei cimiteri

Il municipio di Balsorano. Dal sito comunale

Documenti falsi, procedure amministrative irregolari e mazzette per truccare appalti in un piccolo paese dell'Abruzzo interno, dove si conoscono tutti: tra le gare artefatte anche quella sulla manutenzione delle lampade votive dei cimiteri. L'operazione della polizia di L'Aquila di martedì 25 ottobre ha riguardato il comune di Balsorano, nel cuore della Marsica: nei guai in nove, tra dipendenti pubblici, amministratori comunali e alcuni liberi professionisti e titolari d'imprese private. In particolare, ai domiciliari è finito un tecnico comunale. I nove indagati a vario titolo devono rispondere delle ipotesi di reato di abuso di ufficio, turbata libertà degli incanti, corruzione e falsità ideologica.

L'elaborata indagine ha fatto venire alla luce "una serie di condotte tese a sviare l'azione amministrativa a beneficio di interessi particolari, alterando gare di appalto e procedure pubbliche, falsificando documenti e assumendo accordi corruttivi". I dipendenti pubblici avrebbero formato atti amministrativi diretti a favorire i titolari delle imprese nell'assegnazione di appalti: oltre alla manutenzione delle lampade votive cimiteriali, quelli sugli incarichi di direzione lavori di completamento e riqualificazione urbana delle aree di proprietà dell'ente comunale e la costruzione di un nuovo plesso scolastico e dismissione del preesistente, delle scuole media e materna.

"Per favorire qualcuno negli appalti non è necessario che ci siano mazzette che pur rappresentano la fattispecie classica - ha spiegato il capo della Squadra Mobile della Questura di L'Aquila, Gennaro Capasso - In questo caso, sono stati messi in campo con artifizi percorsi amministrativi e prodotti documenti non corretti, come ad esempio l'affidamento diretto di incarichi sotto la soglia di 40mila euro quando le spese tecniche dovevano andare a gara pubblica". La Mobile aquilana, in collaborazione con il Commissariato di Avezzano (L'Aquila), ha notificato anche altre misure, chieste dalla Procura della Repubblica di Avezzano e firmate dal Gip: tre divieti di dimora nel Comune di Balsorano, rispettivamente per due persone, all'epoca dei fatti assessore comunale e consigliere comunale, e per un imprenditore; due liberi professionisti, inoltre, sono stati raggiunti dal divieto di dimora e della sospensione dalla professione per 12 mesi.

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