Studio neurocognitivo USA

Viaggio nella mente del cane: più umano che animale

Un nuovo libro dello scienziato Gregory Berns che dimostra come il nostro amico a quattro zampe sia molto simile a noi

Stefania Genovese
Viaggio nella mente del cane: più umano che animale

Foto Alessandra Dimino

Il campo delle scienze cognitive ci offre delle nuove rivelazioni riguardo il nostro pet domestico per eccellenza; e dobbiamo ascriverle al neuroscienziato e psichiatra Gregory Berns il quale afferma nel suo libro Come i cani ci amano (edizioni De Agostini) che i cani siano simili alle persone e che necessitino di maggiore rispetto e diritti di quanto gli siano stati attribuiti fin'ora.

In primis, molte convinzioni riguardo il cane devono essere sfatate; esso infatti possiede una grande intelligenza sociale intraspecie, e perciò anche nel rapporto con l'uomo non si deve parlare di cane alfa, bensì di una interazione tra membri di un team di cui uno è per cosi dire il manager (tradotto in termini umani) e gli altri cooperano e collaborano per l'intesa del gruppo. Attraverso l'utilizzo della risonanza magnetica lo scienziato ha potuto monitorare le aree cerebrali del cane nella interazioni con l'uomo, e ne ha dedotto che esso è in grado di sviluppare emozioni, empatia, sentimenti, preferenze con vari gradi di intensità e che soprattutto il suo legame con l'uomo non è necessariamente legato alla nutrizione che a lui destina.

Durante gli esperimenti condotti sui cani (a cui non è stata praticata alcuna forma di vessazione o imposizione), gli stimoli rilevati hanno evidenziato come il cane reagisca in modo diverso osservando immagini di persone o di loro simili che conoscono. Le analisi di Berns hanno perciò ampiamente dimostrato come il cane sia un soggetto interagente attivo dotato di una complessa personalità e di un corredo cognitivo-emotivo che deve essere considerato soprattutto nei casi in cui esso viene ingiustamente utilizzato come cavia di laboratorio. Di conseguenza anche l'empatia profonda, quella tacita ed intensa relazione a fior di sguardo che si instaura tra uomo e cane, si genera tra due individui eterospecifici che superano le proprie differenze per creare un legame sociale di pari livello.

Il cane non è una macchina a cui dare ordini, non è un oggetto o uno strumento: dunque è impensabile coinvolgerlo nella pet-therapy se non rispettiamo appieno i suoi diritti e le sue aspettative di "persone" come noi. Ed inequivocabilmente occorre comprendere che, durante questa terapia, (le cui valenze positive sono più che palesi nella prospettiva zooantropologica) i benefici per il paziente aumentano quando si tengono in considerazione anche quelli dell'animale coinvolto. Ci sono dunque prove incontestabili neurobiologiche che la grande intelligenza sociale dei cani li porta ad intessere rapporti intraspecifici basati su complessi segnali, motivazioni, e condivisioni di stati emotivi.

Il cane non deve essere considerato assolutamente un approfittatore sociale, poichè non è in grado di mettere in atto comportamenti interessati: la risonanza magnetica offre anche dati inconfutabili su argomentazioni positive che rivalutano i cani e che invece fin'ora erano state rilegate in mere ipotesi filosofiche o in chiacchericci tra appassionati di questo pet. Gregory Berns mettendo a confronto le varie zone cerebrali del cane e le loro risultanze d'intensità relative alle sue varie attività, ne deduce che il suo livello di motivazione legato al cibo o quello pertinente all’interazione sociale con un essere umano siano alquanto differenti.

Di conseguenza l'antichissima alleanza uomo cane non è solo basata su questioni legate alla sopravvivenza o al procacciamento delle prede; bensì si deve ammettere tra i due, l'esistenza di un linguaggio intessuto di silenzi, complici sguardi, gesti precisi e rituali basati su un legame profondo, su una comunicazione appagante e costruttiva. Dunque per avere accanto un compagno fedele ed affezionato occorre trattare il cane come proprio pari e instaurare con lui una amicizia sincera, attraverso il gioco, stimoli costruttivi e mediante una precisa espressione verbale e mimica, che verrà sviluppata ed adottata durante le fasi dell'avvicinamento al proprio animale d'affezione; in tal modo si genererà con lui un profondo legame che arricchirà ed amplierà la vita di entrambi di nuove prospettive psicologiche, sociali, ed ambientali.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Papa Francesco: "Sì allo Ius Soli". Salvini: "Lo applichi in Vaticano, se vuole"
"A Dio quel che è di Dio, a Cesare quel che è di Cesare"

Papa Francesco: "Sì allo Ius Soli". Salvini: "Lo applichi in Vaticano, se vuole"

Orsa del Trentino, fissata l'udienza al Tar
Parco Appennino, liberati due capovaccai
hanno un sistema per il controllo a distanza

Parco Appennino, liberati due capovaccai

Bracconiere denunciato nel Grossetano
accusato di maltrattamento di animali

Bracconiere denunciato nel Grossetano

Palermo, sequestrati uccellini protetti a Ballarò
Esemplari liberati nel parco di Villa d'Orleans

Palermo, sequestrati uccellini protetti a Ballarò

Abbattuta l'orsa del Trentino
prima ripopoliamo, poi sterminiamo

Abbattuta l'orsa del Trentino


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU