terremoto, da roma e bruxelles solo briciole

È ora di ricostruire. Per quelle 267 vittime da non dimenticare

Per i danni del sisma il Governo stanzia solo 50 milioni. Salvini: "Gli italiani hanno versato all'Unione Europea 41 miliardi di euro in più rispetto a quello che è tornato indietro. Ce li ridiano"

Alfredo Lissoni
Terremoto in Centro-Italia: quelle 267 vittime da non dimenticare

Foto ANSA

Alcune delle vittime del sisma. Prima fila in alto da sinistra: Erjon Toro, Fabio Graziani e Aurelia Daogaru, Sook Mancini, Arianna Masciarelli, Aura Dell'Otto e il marito Giacomo; seconda fila da sinistra: Gabriella Sergeni e Mauro Marincioni, Paola Rascelli e Fabrizio Trabalza, Anna Grossi, Marco Santarelli, Massimiliano Piermarini e la piccola Marisol; terza fila da sinistra: Ana Huete, Tiziana Lo Presti, Alessandro Neroni, Nadia Magnanti, Andrea Cossu, Ezio Tulli

È ora di ripartire, nelle zone devastate dal sisma. Interi paesi andranno ricostruiti, anche se il ministro Delrio sembra non capirlo. "Ricostruire case, no nuove città", dice. Proprio mentre il sindaco di Amatrice conferma: "La città è da radere al suolo". Non occorre essere dei geni, basta osservare le foto delle zone terremotate per capire che gli edifici non sono ristrutturabili, che le case si sono afflosciate al suolo come un castello di carte. E che a breve sarà necessario verificare le responsabilità (la Procura di Rieti sta già indagando per omicidio colposo). E andrà fatto per rispetto dei vivi e dei morti. Quelle 267 vittime - confermate dalla Protezione Civile - 207 delle quali ad Amatrice, 49 ad Arquata e 11 ad Accumoli. Che non dovremo dimenticare. Così come non dovremo dimenticare (magari nei container o nelle tende, come è successo in Emilia) chi alla tragedia è riuscito a scampare. I feriti passati per gli ospedali di Lazio, Umbria e Marche sono 387, ma si sta verificando quanti ancora siano ospedalizzati. Fino a giovedì sono state 238 le persone estratte vive dalle macerie: ai 215 salvati dai Vigili del Fuoco, si devono infatti aggiungere 23 tratti in salvo dal Soccorso Alpino.

La terra intanto continua a tremare. Dopo l'ultima forte scossa di magnitudo 4.8 alle 6:28 di venerdì mattina, è stato chiuso il Ponte a Tre Occhi sulla strada regionale 260, importante via di accesso verso il comune di Amatrice anche per i soccorsi. Sono 719 le persone che, nei centri umbri colpiti dal sisma, sono state assistite la notte di giovedì nelle aree di accoglienza approntate dal sistema regionale di protezione civile dell'Umbria che ha messo a disposizione complessivamente 916 posti letto. L'affluenza maggiore nella zona di Norcia.


Sono state allestite 62 tende, 34 delle quali nel territorio di Cascia e 18 a Norcia e frazioni. I dati sono stati comunicati dal Centro regionale di protezione civile dell'Umbria che ha erogato fino ad oggi complessivamente 800 pasti caldi. In tutto il Centro-Italia i sopravvisuti al sisma già si stanno rimboccano le maniche, pensando (giustamente) alla ricostruzione, per la quale il Governo avrebbe trovato (ingiustamente) la misera cifra di 50 milioni di euro. Quando la sola Intesa Sanpaolo, il noto istituto bancario, ha annunciato una donazione di 250 milioni. L'ennesima figuraccia del Governo Renzi. Che però è in buona compagnia. Perché l'Ue si è detta disposta ad aiutarci. Sì, ma in che modo? Con che iter?


"L’Italia può chiedere l’attivazione del Fondo di solidarietà Ue", fanno sapere. "La richiesta deve essere inviata a Bruxelles dalle autorità nazionali entro 12 settimane dal disastro e questa può essere accolta se l’impatto è maggiore (nel caso specifico dell’Italia, i danni diretti devono superare la soglia dei 3,3mld), oppure regionale (se questi superano l’1,5% del Pil regionale). La Commissione Ue ha sei settimane di tempo per valutare la richiesta e, se accolta, proporre un ammontare che dovrà essere in seguito approvato da Consiglio e Parlamento Ue". Nel frattempo i terremotati dovranno rassegnarsi a stare al gelo nelle tende, con la brutta stagione alle porte e sperando che nei palazzi di marmo di Bruxelles qualche burocrate apponga la sua preziosa firma alle scartoffie necessarie a sbloccare fondi altrimenti utilizzati per studiare le migrazioni delle farfalle in Africa?

"Fra il 2008 e il 2015 gli italiani hanno versato all'Unione Europea 41 miliardi di euro in più rispetto  a quello che è tornato indietro. Per ricostruire i paesi distrutti dal terremoto, e soprattutto per mettere in sicurezza il territorio, bisogna chiedere indietro quei soldi. Oppure lasciare una Unione Sovietica Europea che ci affama", ha scritto il leader della Lega Nord Matteo Salvini sul suo profilo Facebook.

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