Operazione "ghost shopping"

Roma, banda italo-albanese derubava i clienti delle prostitute durante i rapporti

Le donne sottraevano le carte di credito, che venivano utilizzate nei negozi dei complici. Il giro d'affari sarebbe stato di centinaia di migliaia di euro

Redazione
Roma, banda italo-albanese derubava i clienti delle prostitute durante i rapporti

Le donne che si prostituivano derubavano le carte di credito dai portafogli dei clienti dopo averli fatti spogliare in un'alcova di fortuna sulla Via Salaria, altri erano incaricati di utilizzare le carte presso un negozio e un ristorante nel centro di Roma, i cui titolari erano compiacenti. Un'intera banda composta da sei persone è finita all'alba di sabato nella rete dei Carabinieri della Stazione Roma Piazza Farnese a conclusione di una complessa attività d'indagine, convenzionalmente denominata "ghost shopping".

I militari hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione di misure cautelari nei confronti di 6 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata al furto e la ricettazione con successivo indebito utilizzo di carte di credito. Si tratta di una 61enne italiana, che si prostituiva, capo dell'organizzazione e di un 48enne albanese, titolare di un ristorante nel centro di Roma entrambi finiti in carcere; una 56enne italiana, titolare di un negozio nel cuore della Capitale e una 47enne albanese, moglie del ristoratore, finite ai domiciliari; una 34 enne e una 51enne che si prostituivano sono state colpite dal divieto dimora nel comune di Roma.

Le attività investigative hanno avuto inizio dopo il lievitare di denunce, fin dal 2014, che evidenziavano l'utilizzo indebito, presso un negozio poco distante da Campo de' Fiori, di carte di credito rubate ai danni prevalentemente di cittadini italiani, durante rapporti sessuali a pagamento. Dal monitoraggio con video-sorveglianza del negozio e dagli approfondimenti investigativi effettuati, i Carabinieri hanno ricostruito come l'associazione criminale, costituita da 10 indagati, aveva organizzato un sistema delittuoso che prevedeva una precisa ripartizione di ruoli.

Le donne che si prostituivano derubavano i "clienti" delle carte di credito, durante o poco prima la consumazione del rapporto sessuale a pagamento, presso un'alcova di fortuna, costituita da un tendone in zona "Marcigliana"; inseriti nel sodalizio anche i titolari delle attività commerciali, presso le quali venivano utilizzati i POS per le transazioni illecite. Il giro d'affari del gruppo criminale, monitorato in circa quattro mesi d'indagine in cui sono stati accertati decine di episodi di furto con lo stesso modus operandi, sarebbe stato di centinaia di migliaia di euro.

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