Per la sinistra è razzista

La modella nera: "Fuori dall'Italia gli immigrati parassiti"

Piovono paradossali accuse di razzismo su Giada Sgarbossa, padovana originaria del Brasile: "Bisogna ripulire questo schifo, bloccare gli ingressi e aiutare le persone a casa loro. Vedo persone del mio stesso colore importunare signore di sessant’anni e mi incazzo"

Redazione
La modella nera: "Fuori dall'Italia gli immigrati parassiti"

Foto da Facebook

Giada Sgarbossa, modella padovana di origini brasiliane, nera, anzi “negra italiana” come si definisce, ha mandato in tilt i buonisti di riporto. Pubblicando un post in cui chiedeva il rispetto delle regole, chiedeva di mettere ordine all’immigrazione fuori controllo. Tanto è bastato per diventare il bersaglio di attacchi virulenti da parte della cosiddetta “sinistra tollerante”, con personaggi che hanno avuto l’ardire di bollarla come “razzista”, lei che è di “pelle nera, proprio nera”, come ha scritto su Facebook. “Sono 12 anni che ho una partita iva e contribuisco alla crescita economica di questo paese. (…) Non vado in giro a chiedere l'elemosina, anche se mai ne avessi di bisogno, e ogni volta che vedo una persona con la pelle come la mia che lo fa, mi incazzo come una bestia e mi fa male al cuore”.

E' disgustata perchè persone di colore come lei, perfettamente integrate nella società, "per colpa di alcuni parassiti devono ripartire da zero per avere il rispetto che meritano". "I "veneti" che conosco io, sanno riconoscere ed apprezzare le persone oneste che sono qua davvero perché cercano un futuro migliore, sanno aiutare e tutelare i bisognosi qualsiasi colore essi abbiano, ( donne e bambini SACRI) ma sono avvelenati perché vogliono mandare fuori da questo paese tutti quegli scimmioni parassiti che delinquono, di qualsiasi colore essi siano".

E ancora: “Non vado in giro scalza, quando prendo dei mezzi pubblici pago il biglietto, SEMPRE CAZZO, non urlo perché non siamo nella savana, cerco di lavarmi per evitare di puzzare come un maiale, porto rispetto a chiunque mi si avvicini ma soprattutto parlo la lingua madre del paese dove vivo. Ripulire questo schifo, non è razzismo, non è di destra o di sinistra, ripulire questo circo senza regole è obbligatorio per il rispetto a tutte quelle persone, in primis cittadini italiani di qualsiasi colore, e poi anche a stranieri onesti che sono in attesa di regolamentazioni, che hanno lavorato una vita e non vengono nemmeno considerati”.

E ancora: “Vorrei che venissero applicate delle leggi dove, se non sei in Italia con un documento in regola, NON ENTRI NEMMENO, se entri ci rimani solo se rispetti le nostre regole o se sei qua perché sei scappato dalla guerra, apprezzi quello che hai e non rompi la minchia dicendo che ti manca il wifi nel centro di accoglienza. Quindi cari miei simili colorati, se volete stare qua rispettate le usanze e le regole di questo paese e se non vi piace, tornatevene da dove siete venuti”.

Parole che hanno sollevato un putiferio, compresi appunto gli insulti dei cosiddetti “tolleranti”. Quindi, intervistata dal Corriere, ha chiarito ulteriormente il suo pensiero: “Sentirmi dare della razzista è stato come una coltellata. Chiedere l’elemosina è una cosa denigrante. A chi dice che chiedono l’elemosina per necessità rispondo che per tirar giù le cassette della frutta e della verdura al mercato generale alle 4 di mattina c’è tanta richiesta. Chiedere l’elemosina è molto più semplice. Se mi mettessi a chiedere l’elemosina guadagnerei più di un operaio. Se vogliamo fare in modo che la gente non strumentalizzi il colore della pelle, dobbiamo essere in primis noi persone di colore che vivono in un paese che sta accogliendo adesso questa diversità, a dare segnali positivi. Vedo persone del mio stesso colore importunare signore di sessant’anni prendendole il carrello”.

Giada non arretra. È donna forte, sicura delle proprie opinioni. Non si lascia influenzare né dagli attacchi dei “sinistri” né dall’obbligo di apparire politicamente corretti. La sua ricetta per porre un argine al degrado imperante è molto chiara: “Dopo 30 anni che lavoro e che mi faccio il culo per avere il rispetto delle persone, non ho voglia di tornare indietro. So cos’è il razzismo, per questo mi permetto di parlare. Se non mettiamo delle regole, se non scegliamo di regolare questa ondata clandestina di umani, perché non è accogliendoli qui che risolveremo il problema, amplificheremo solo l’odio razziale. Suggerirei di bloccare gli ingressi e aiutare le persone a casa loro. Se arrivano qua occorre trovare una formula per rimandarli a casa con degli aiuti economici”.

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