“C’era una volta l’adozione internazionale”: saggio su Vita e Pensiero di Roberto Volpi

Crisi delle adozioni internazionali? Colpa della fecondazione artificiale!

Secondo l’Autore del noto saggio “La fine della famiglia. La rivoluzione di cui non ci siamo accorti” (2007), il motivo per il quale tra il 2004 e il 2015, a livello mondiale, le adozioni internazionali sono crollate spaventosamente, è l’accesso generalizzato alla c.d. maternità surrogata

Giuseppe Brienza
Crisi delle adozioni internazionali? È colpa della fecondazione artificiale!

Tra il 2004 e il 2015 le adozioni internazionali sono crollate spaventosamente anche a causa della fecondazione artificiale

La causa della crisi delle adozioni internazionali sarebbe principalmente causa dell’aumentato ricorso alle pratiche di fecondazione artificiale oltre che delle lungaggini delle procedure adottive. La tesi arriva da uno dei più stimati statistici italiani, Roberto Volpi che, assieme al collega Enrico Moretti, ha appena pubblicato sulla rivista dell’Università Cattolica “Vita e Pensiero” il saggio C’era una volta l’adozione internazionale. L’Autore del famoso e provocatorio libro La fine della famiglia. La rivoluzione di cui non ci siamo accorti (Mondadori, Milano 2007), rivela un dato del tutto sconosciuto ai più e, diremmo, davvero sconcertante: tra il 2004 e il 2015, a livello mondiale, le adozioni internazionali hanno subito un crollo spaventoso.

Siccome nel 2004 i bambini adottati all’estero sono stati 45.483 e nel 2015 sono scesi a 12.201, ciò significa, come spiegano i due studiosi, che c’è stata in undici anni una perdita di oltre 33.000 adottati, pari a un 73% in meno: “in pratica, di quattro adottati con adozioni internazionali nel 2004, nel 2015 ne era rimasto soltanto uno”. Nel 2004, nei soli Stati Uniti sono stati adottati a livello internazionale quasi 23.000 bambini, con un altro 30% delle adozioni (13.000) avvenute in soli tre Paesi europei: Spagna, Francia e Italia. Ma solo in Italia c’è stato un calo del 35%, negli States del 75%, in Francia dell’80%, in Spagna addirittura dell’85%.

L’Italia è il secondo Paese per numero assoluto di adozioni internazionali dopo gli Stati Uniti (2.216 contro 5.648) – ricordano Volpi e Moretti – e il primo per numero di adozioni in rapporto agli abitanti (37 adozioni internazionali annue per milione di abitanti contro le 17 degli Usa)”.

Gli Italiani, dunque, sono disposti, più di altri, a prendere con sé e amare bambini che arrivano anche dall’altra parte del globo ma, a causa delle pratiche di fecondazione artificiale (detta anche “procreazione medicalmente assistita”-Pma), compreso l’utero in affitto, queste tante famiglie generose rischiano di scomparire. “Con riferimento all’Italia, la caduta delle adozioni comincia soltanto nel 2012, l’anno in cui più pesantemente si fa sentire la crisi economico-finanziaria, ma altresì quello del grande boom della Pma, alla quale si sottopongono, nel 2016, quasi 78 mila coppie – si legge nell’analisi di Volpi e Moretti -. Numeri così importanti già suggeriscono, da soli, come il terreno dell’adozione, nazionale e internazionale, finisca per essere occupato dalle nuove possibilità di avere un bambino, e un bambino proprio, con tecniche sempre più sofisticate di Pma che già oggi forniscono un numero annuo di bambini (più di 12.000 pari a sei volte quelli ottenuti con l’adozione internazionale”.

L’allarme di Volpi e Moretti “sempre meno italiani si fanno carico degli orfani”, è lanciato proprio nei giorni in cui il Forum nazionale delle associazioni familiari ha intrapreso una iniziativa per ribadire il valore di adozione e affido. In particolare con venti eventi che, oggi, si terranno in contemporanea in tutte le regioni italiani per rilanciare il tema dell’accoglienza familiare e del valore morale, sociale ed economico che l’incontro tra infanzia abbandonata e coppie sposate senza figli può generare attraverso l’adozione o l’affido. “Non ci stancheremo di seminare frutti di speranza per l’infanzia abbandonata – sottolinea Gigi De Palo, presidente nazionale del Forum delle Famiglie perché siamo convinti che solo la testimonianza concreta della scelta di diventare genitori adottivi o affidatari, portata dalle famiglie del Paese reale, potrà generare nuovi nuclei familiari decisi a fare altrettanto, restituendo la dignità di figli a tanti minori senza famiglia e svolgendo, nel contempo, un servizio utile alla collettività”. Locandine delle manifestazioni che si terranno ad Ancona, Ascoli Piceno, Brescia, Cagliari, Catania, Milano, Parma, Potenza, Roma, Salerno, Teramo, Termoli, Trento e Verona possono essere consultate sul sito del Forum: www.forumfamiglie.org.

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