chi era lo sceicco del terrore

Osama, soldi e Corano

Altro che guerra di religione: il miliardario saudita investiva in Borsa prima di ogni attentato. E dalle crisi traeva profitti stratosferici...

Redazione
Osama, soldi e Corano

L’odio antioccidentale ed antiamericano che da anni traspare nei sermoni degli imam fondamentalismi - che non hanno dunque inventato niente - aveva trovato in passato la sua concretizzazione nelle gesta di Osama Bin Laden, lo sceicco del terrore, un miliardario saudita convertitosi all’Islam più integralista. Bin Laden, venuto clamorosamente alla ribalta dopo gli attentati dell’11 settembre, nel 1996 aveva dichiarato una sua guerra personale contro il “Grande Satana americano”, quel diavolo per il quale aveva però lavorato sino a qualche anno prima, combattendo i russi che avevano occupato l’Afghanistan.

Era stata infatti la CIA, il servizio segreto statunitense, ad armare i talebani in funzione antisovietica. Un errore che gli Stati Uniti avevano commesso altre volte; ad esempio con Saddam Hussein, appoggiato per combattere il regime iraniano degli hayatollah e poi ribellatosi a Washington e divenuto parte attiva nel sostegno al terrorismo internazionale. Come Saddam, anche Bin Laden si era rivoltato contro gli Stati Uniti; nel 1995 aveva addirittura progettato – inutilmente -  l’assassinio del presidente americano Bill Clinton.

Bin Laden era un patito dei film di Bruce Lee; probabilmente lo affascinava l’idea del cavaliere solitario che lottava e vinceva contro tutti e – come in un celebre film del campione di arti marziali – alla fine moriva ucciso, da eroe; ed era anche un amante dei riflettori; pur essendo l’uomo più ricercato del mondo, prima dell’11 settembre si era lasciato intervistare persino da Peter Arnett della CNN, e ne aveva approfittato per dichiarare guerra agli USA.

Membro di un’importante famiglia araba, ricevette aiuti e finanziamenti occulti da diverse associazioni estremiste arabe e da realtà sociali musulmane; ed aveva personalmente investito qualcosa come oltre 300 milioni di dollari, per sostenere le azioni terroristiche; è quanto gli è rimasto del patrimonio familiare -  un tesoro stimato sui 5 miliardi di dollari - prima di essere ripudiato dalla famiglia. Bin Laden aveva studiato in Occidente; e pensare che da giovane nessuno era stato in grado di prevedere che quel ragazzo timido e solitario sarebbe un giorno diventato il leader indiscusso del terrorismo islamico internazionale. Brian Fyfield-Slayler, il suo professore di inglese a Jeddah, raccontò alla CNN: “Era sempre chiuso, non faceva amicizia con nessuno, chi avrebbe mai pensato che un giorno sarebbe diventato la feroce guida di un movimento in grado di terrorizzare il mondo…”.


Osama era uno dei 53 figli del magnate delle costruzioni saudite Muhammad bin Laden, che si è arricchito come costruttore e contraente di società nello Yemen e nell’Arabia saudita; laureatosi in economia all’Università King Abdul Aziz di Jddah, bin Laden era considerato un perfetto uomo d’affari, che come tale aveva investito in progetti di infrastrutture sia in Sudan che in Afghanistan. Nei dodici anni successivi al ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan, la rete finanziaria di bin Laden si era allargata fino a sostenere economicamente i conflitti islamici nel mondo. Il tutto attraverso donazioni, organizzazioni di beneficenza e attività commerciali.


La società di costruzioni di Bin Laden, la el-Irà, in partnership con il Fronte Nazionale Islamico e i militari sudanesi, ha costruito il nuovo aeroporto di Port Sudan e un’autostrada che collega Kartum a Port Sudan; per alcuni anni Bin Laden ha posseduto la Taba, una società che investe nelle borse di tutto il mondo. L’economia si intrecciava al terrorismo, col pretesto della religione, in realtà per fare soldi. Nei giorni dell’attentato alle Twin Towers bin Laden investì in borsa, guadagnando un patrimonio, sapendo che le azioni americane sarebbero crollate. Alla faccia della guerra di religione...

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