visto da un cattolico

Euro-italiand: il parco giochi globale

Sulla città di Roma si sono accese le stelle, cinque in tutto, non quelle delle olimpiadi, tuttavia la capitale italiana gode del campo da golf più grande del mondo, con tante di quelle buche che nessuno è più in grado di contarle

Piero Mantero
Euro-italiand: il parco giochi globale

Fonte Gary Warvel

Per chi ha problemi a viaggiare, o pensa che certi paesi lontani siano pericolosi, nessun problema, basta andare a Roma, e ti trovi nella tua “mia Africa”. Un bel risparmio, non c’è che dire.
Se poi sei proprio sfigato, non hai mai lavorato nel tuo paese di origine, e sbarchi a Roma, non a Fiumicino ovviamente, ma altrove, beh nella capitale italiana ti si offre l’opportunità di occupare case su case, e son talmente tante e libere da equo canone, anzi fuori dai canoni (e non ci paghi neppure quello della RAI), che chiami tutti i tuoi parenti, i discendenti più lontani, gli amici e tanti altri, tanto con un investimento di qualche migliaio di dollari puoi pure attraversare il Mediterraneo. E lo fai, persino rischiando la vita, tanto confidi su quelle istituzioni italiane che poi ripaghi (e si brutta parola questa!) facendo, quando ti va bene: lavoro in nero, furti e quant’altro offre il contesto storico locale.
Se poi ti sposi con una autoctona, altro che mogli e buoi dei paese tuoi, i vantaggi socio-politici ti si moltiplicano. Hai fatto bingo senza giocare...


Allora ti accorgi che non sei giunto in un Paese proprio proprio normale, eh no, sei entrato nel parco giochi globale, sei un nuovo visitatore di euro-italiand!
Il divertimento è garantito dall’immobilismo europeo, dall’incapacità di molti politici, dal lavoro “infaticabile” e silenzioso di zelanti funzionari foraggiati dal sistema adeguatamente... Tanto del futuro chi se ne frega. Molti son tanto impegnati nella professione che neppure hanno figli e nipoti, mica hanno il tempo per la famiglia. Il crollo delle nascite anzi, contribuiscono ad allargarlo su scala europea. Del resto bisogna pur far posto a coloro che giungono da tanto lontano. E non sono i re magi che arrivano con oro incenso e mirra. Questi giungono per impadronirsi dei nostri beni, non si tratta di visite di piacere. Essi ci portano problemi nuovi, forse anche malattie vecchie, ma, di sicuro, non ci regalano niente. Però pretendono tutto: casa, lavoro, servizi sociali e tutto il resto.


Per chi ci governa non si tratta di un’invasione, al massimo di un esodo, biblico? I troppo buoni sostengono che c’è posto per tutti. Ma si documentano su quanto sta avvenendo realmente nelle città e soprattutto nelle periferie? L’accoglienza fa fruttare suon di miliardi alle mafie. Persino quella ucraina se ne è accorta e vuole entrare in società. In fondo il parco euro-italiand è aperto a tutti, c’è posto per tutti, soprattutto per i “portoghesi”. Il biglietto d’ingresso glielo pagano i cittadini in regola con il sistema, ossia quelli che sgobbano, avendo la “fortuna” di lavorare...
Se questi “fortunati” perdono però il posto di lavoro, siccome non fuggono da nessuna guerra, rischiano in poco tempo di perdere tutto, persino il diritto alla pensione, nonostante molti anni di contribuzione.


Così raggiungiamo la vetta del rovesciamento dei diritti, chi arriva da lontano senza nulla ottiene quasi tutto, chi ha lavorato onestamente per una vita potrebbe in pochissimo tempo perdere tutto o quasi! E beh, un paese normale il nostro non può proprio esserlo, ce ne vorrebbe di fantasia a sto punto. Il vangelo dice beati gli ultimi, ma da che parte inizia la conta lo decidono sempre i potenti che il vangelo non applicano. E persino i papi qualche volta fanno confusione sui termini pur di apparire umili e buoni: accogliere tutti i profughi non significa accogliere milioni di clandestini. In tal caso si predicherebbe a favore dell’illegalità. Ed è ciò che sta avvenendo per la semplice ragione che, mentre tutti i ben foraggiati (cooperative in primis) operano per accogliere, accogliere, accogliere, niente e nessuno si muove per riportare i non aventi diritto, ossia la maggioranza assoluta, nelle loro terre di origine. Che strano! E come mai? Il ritorno al paese d’origine ristabilisce la legalità, ma non fa guadagnare adeguatamente. E quando si estirpano i giovani dalla propria terra attraverso la speculazione dell’accoglienza gestita da scafisti senza scrupoli, da varie mafie e dal terrorismo, sappiate cari politici e burocrati, cari vescovi e parrocchie, con rispettive manovalanze, che sulla coscienza avrete la rovina di interi popoli e nazioni.


Ci lamentiamo noi quando i nostri giovani fuggono all’estero... ma quando consentiamo lo sradicamento di questi altri giovani facendoli diventare di fatto dei finti profughi o dei clandestini veri, spostiamo nel tempo la duplice rovina, nostra e loro!
I cambiamenti graduali portano alla sana crescita, quelli forzosi prima o poi portano un conto salato, che noi stiamo consegnando vigliaccamente alle generazioni future. Io, fiero di essere cittadino italiano, sono deluso e devo essere sincero, in questo parco giochi di euro-italiand non mi sto divertendo per nulla. Ma, conto ancora qualcosa?

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