Terrorismo islamico

Il siriano "depresso" che è esploso in Germania aveva giurato fedeltà all'Isis

Mohammed Delel, il rifugiato che per poco non è riuscito a fare una strage ad Ansbach, in un video sul suo cellulare minacciava l'attacco in nome di Allah

Redazione
Il siriano "depresso" che si è fatto esplodere in Germania aveva giurato fedeltà all'Isis

I soccorsi sul luogo dell'esplosione. Foto ANSA

Si chiamava Mohammed Delel il 27enne siriano che è morto nell'esplosione ad Ansbach. Secondo il quotidiano berlinese Tagesspiegel, per gli investigatori non è ancora chiaro se il rifugiato volesse farsi saltare in aria oppure innescare l'esplosivo con un dispositivo a distanza, forse collegato un telefono cellulare. Secondo la fonte investigativa citata dal quotidiano berlinese, avrebbe effettuato diverse telefonate prima dell'esplosione all'ingresso del concerto. Aveva due cellulari, come spesso succede per i terroristi islamici che usano i telefonini per innescare le bombe a distanza; secondo le stesse fonti, probabilmente il siriano non intendeva fare il kamikaze ma voleva innescare la bomba una volta depositata al concerto. Un modus operandi, dunque, tipico di un attacco islamista; puntuale è infatti arrivata la rivendicazione da parte dell'Isis.

Sono quindici i feriti dell'esplosione. Lo ha riferito la polizia aggiornando il bilancio e aggiungendo che quattro di loro sono gravi ma nessuno è in pericolo di vita. L'ultimo ordine di estradizione in Bulgaria per l'attentatore di Ansbach era arrivato lo scorso 13 luglio, lo ha reso noto il portavoce del ministero dell'interno tedesco Tobias Plate specificando che il 27enne siriano che si è fatto esplodere al festival musicale in Baviera aveva avuto due notifiche in questo senso; l'ultima risale appunto al 13 luglio, e riguarda un provvedimento di estradizione in Bulgaria, in quanto primo Paese a cui aveva fatto richiesta d'asilo. La prima notifica risale al 22 dicembre 2014. Nella sua abitazione sono stati trovati materiali per la fabbricazione di bombe artigianali, una tanica con liquido infiammabile, acido cloridico, alcol puro, un saldatore, cavi e batterie.

In uno dei cellulari del siriano è stato trovato un video in cui l'uomo, dicendo di agire in nome di Allah, minacciava un attacco come rivalsa nei confronti dei tedeschi perché potrebbero distruggere l'islam. La polizia bavarese riferisce che le autorità tedesche sono venute in possesso di un filmato in cui il siriano che si è fatto esplodere ad Ansbach giurava fedeltà al califfo dell'Isis al Baghdadi. Nel corso di una conferenza stampa a Berlino il ministro dell'Interno Thomas de Maizie're ha detto che a seguito dell'accaduto "la polizia federale rafforzerà la propria presenza e visibilità in aeroporti e stazioni". Il rifugiato aveva addosso un rotolo di banconote da 50 euro legate con un elastico e gestiva inoltre sei profili Facebook, almeno uno dei quali con dati personali falsi.

Il ministro dell'Interno tedesco ha confermato che la richiesta d'asilo del siriano che ha compiuto l'attentato ad Ansbach era stata rifiutata nel dicembre 2014 perché risultava una sua registrazione in Bulgaria e Austria. L'ingiunzione di espulsione dell'attentatore in Bulgaria, dove gli era stata riconosciuta una tutela in quanto profugo, era stata sospesa perché il profugo aveva fatto ricorso e gli erano stati riscontrati problemi psichici. Il 13 luglio di quest'anno era stata notificata una nuova ingiunzione di espulsione. Il siriano arrivava da Aleppo, non si sa se avesse una formazione militare ma secondo la polizia tedesca "sapeva come uccidere da solo". Durante la sua permanenza ad Ansbach, l'uomo ha cambiato casa due volte.

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