immigrazione e prostituzione

Botte e sesso a pagamento per pagarsi le slot. Arrestato rumeno

Faceva prostituire la compagna ventenne a suon di pugni per pagarsi il vizio del gioco. Rapporti solo con vecchi per evitare che si potesse affezionare ai clienti

Redazione
Botte e sesso a pagamento per pagarsi le slot. Arrestato rumeno

Foto da You tube

Una coppia di rumeni finisce nei guai per via di vicende legate alla prostituzione. Ma poi si scopre che lui stava "usando" lei e pure la picchiava, e diventa una squallida storia di sfruttamento, con la compagna costretta con ricatti e le botte a prostituirsi per procurare al compagno i soldi da sperperare al gioco.

Tutto inizia con una segnalazione anonima di un vicino della coppia. Pur non avendo molta disponibilità economica, i due avevano fatto diversi lavori di abbellimento all’abitazione e la ragazza curava in modo particolare il suo aspetto. E, soprattutto persone di una certa età, avevano iniziato a frequentare quella casa.

Uno scenario compatibile con un sospetto di prostituzione, ma quello che è emerso al controllo attento dei carabinieri è un quadro peggiore di evidente sfruttamento: la ragazza frequentava la zona della stazione dove si prostituiva sotto l’attento controllo del compagno rumeno di 25 anni. Qui adescava i clienti per poi portarli ad avere il rapporto sessuale a pagamento nella cantina della loro abitazione, adibita proprio allo scopo di alcova.

La ragazza, 20 anni, era giunta in Italia nei primi mesi del 2014, con la madre e un bambino neonato. Qui conosce il connazionale, se ne innamora, e va a convivere. Da subito, però, l’avvia alla pratica dei furti e del taccheggio, dicendole che se volevano vivere insieme, anche lei avrebbe dovuto contribuire alle spese famigliari. Infatti, i due ragazzi, sono responsabili di numerosi episodi di furti in negozi della zona. Ma ad un certo punto i soldi non bastano più: il rumeno ha il vizio del gioco e sperpera anche 300 euro al giorno. La soluzione per mantenere il suo vizio diventa soltanto una: far prostituire la compagna.

Secondo quando è stato raccolto dai carabinieri, la donna non voleva ma è stata costretta a suon di pugni e sberle, e sotto la minaccia di far male al suo bambino. A porre fine a questa vicenda con un arresto ci hanno pensato i carabinieri della compagnia di Ravenna che hanno lavorato senza sosta anche per evitare che l'immigrato si accorgesse dei pedinamenti e dei controlli.

Sotto gli occhi discreti dei carabinieri, la ragazza adesca un cliente e va a consumare il rapporto all’interno dell’alcova, come di consueto. Quando finisce raggiunge il compagno e gli consegna l’intera somma percepita per la prestazione. A quel punto scatta la trappola. Il rumeno viene preso, e col denaro ancora in mano, arriva a dire che la donna non l'aveva mai vista prima. 

Finalmente per la ventenne è terminato l’incubo, e con l’aiuto di una connazionale è riuscita a denunciare tutte le angherie e le violenze subite. La donna ha raccontato di essere stata anche drogata al fine di essere più accondiscendente con i clienti e che i soldi che guadagnava al giorno, anche 400 euro, doveva versarli tutti al compagno, che per farla sopravvivere le lasciava 20 euro a settimana per comperare il cibo per il neonato la propria madre e se stessa. Le venivano vietati anche i rapporto sessuali con i giovani poiché l’aguzzino sosteneva che avrebbe potuto innamorarsi e scappare con un altro.

L’uomo è stato condotto in carcere e dovrà rispondere di sfruttamento della prostituzione e maltrattamenti aggravati, ma in più, pende l’accusa ancora più grave di riduzione in schiavitù. La ragazza, invece, è stata affidata alle cure dei servizi sociali.
 

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