L'ex ministro intervistato da Libero

Tremonti: "Terrorismo? Si sta realizzando una terribile profezia"

“I maestri del pensiero unico europeo ci spiegavano che la società ideale sarebbe stata meticcia e che gli immigrati ci avrebbero pagato le pensioni e avrebbero fatto i lavori più umili al nostro posto, una sorta di popolo di ricambio di serie B”.

Marco Dozio
Tremonti: "Terrorismo? Si sta realizzando un terribile profezia"

Foto ANSA

I maestri del pensiero unico europeo ci spiegavano che la società ideale sarebbe stata meticcia e che gli immigrati ci avrebbero pagato le pensioni e avrebbero fatto i lavori più umili al nostro posto, una sorta di popolo di ricambio di serie B”. Immigrazione, terrorismo, banche, Europa, colpi di Stato non solo turchi. È un Giulio Tremonti a tutto campo quello intervistato lunedì da Libero.

Su integrazione e terrorismo: "Quest'ultimo è anche un effetto di una tendenza che nell’ultimo decennio si è manifestata in Occidente: quella di esportare la democrazia come fosse un McDonald’s. Dimenticando che la democrazia è un processo di lungo periodo e non un prodotto istantaneo. Appena 40 anni fa la democrazia non c’era in Grecia, Portogallo e Spagna, in mezza Germania e in tutto l’Est europeo. Abbiamo forzato e sfidato le tradizioni altrui. Una cultura profondamente diversa non la integri in forma istantanea ed è anche per reazione che si sta realizzando la terribile profezia di Carl Schmitt. Nel saggio 'La teoria del partigiano' profetizza un nuovo tipo di terrorismo che proprio nella religione trova la sua patria".

L’ex ministro dell’economia spiega fornisce questa interpretazione della crisi del 2008 cominciata negli Stati Uniti: “L’impatto della crisi dei mutui subprime nel cento e nel nord Europa è stato gestito operando il più colossale trasferimento di ricchezza dalle tasche delle famiglie ai forzieri della speculazione. Il trasferimento è passato dai bilanci pubblici degli Stati, per arrivare alle ‘banche sistemiche’ che hanno così trovato i mezzi finanziari per pagare le controparti speculative”.

Sempre parlando di banche, sul bail-in Tremonti ricorda di aver messo in guardia i governi Letta e Renzi che hanno approvato il provvedimento europeo: “Del bail-in avevo scritto definendolo un mostro europeo in arrivo, ma ho anche votato in Senato. Altri hanno votato diversamente. Il bail-in è comunque una regola demenziale”.

Si torna indietro nel tempo, al tragico 2011: “Non sono stato io a parlare di golpe, ma Jürgen Habermas a definire 'un quieto colpo di Stato' quello che è successo in Italia nel 2011: “Non è possibile che un grande Paese entri in crisi così di colpo come è accaduto all’Italia. Ancora nel maggio 2011 Bankitalia scriveva che ‘in Italia il disavanzo pubblico è inferiore a quello medio dell’area euro e l’obiettivo di pareggio di bilancio nel 2014 è appropriato’. In realtà, le banche tedesche e francesi erano drammaticamente esposte sulla Grecia e soprattutto sulla Spagna e avevano bisogno anche dei soldi italiani per salvarsi. Il governo italiano si opponeva ai pagamenti a piè di lista. Non per caso ma pour cause, il primo atto del governo Monti fu la firma del capitolato greco, con il piccolo particolare che i nostri soldi non sono andati ai greci, ma alle banche”.

Sull’immigrazione rivendica la bontà della Bossi-Fini: “l’articolo 1 si basava sul principio dell’'aiutiamoli a casa loro'. Si prevedeva che lo Stato rinunciasse a un punto di Iva sui prodotti venduti da negozi collegati ad associazioni di volontariato attive in Africa, a patto che fosse investito per creare economia laggiù. Ovviamente l’Europa ha sempre bocciato questa proposta, rivendicando che l’Iva fosse cosa sua. Ora con il cosiddetto Migration Compact l'Europa si prepara a mandare i soldi di tutti gli europei in Africa, ma gli africani non li vedranno mai. Andranno direttamente nelle tasche dei dittatori, che li spenderanno in armi o li depositeranno in Svizzera”.

Infine un motivo per votare No al referendum costituzionale: “il Senato non sarebbe eletto dal popolo e non si scioglierebbe mai, ma i senatori si autorigenererebbero in perpetuo. Il risultato sarebbe quello di attribuire il potere sull’Europa (che non è un’astrazione, come è particolarmente chiaro dopo la Brexit, una parte centrale della nostra vita) a una bestiario politico assolutamente assimmetrico rispetto alla Camera, il che è l’opposto della governabilità. Avremmo senatori locali con uno sconfinato potere di veto, di voto, di ricatto”.

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