notabili note

Non chiamiamo soldati degli assassini

Questa mattina alle 9 nella chiesa di Saine-Maritime, a Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino a Rouen, in Normandia, ad ascoltare l'omelia non c'erano solo fedeli...

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Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

Non chiamiamo soldati degli assassini

Questa mattina alle 9 nella chiesa di Saine-Maritime, a Saint-Etienne-du-Rouvray, vicino a Rouen, in Normandia, ad ascoltare l'omelia non c'erano solo fedeli. C'erano anche due uomini armati di coltelli, che probabilmente dell'omelia non hanno ascoltato una parola. Avevano altro da fare: sgozzare l'anziano parroco, Jacques Hamel, ferire tre fedeli e un poliziotto. 
L'Isis ha subito rivendicato la paternità dell'attacco con un comunicato che definisce i due attentatori: "Due nostri soldati che hanno eseguito l'operazione in risposta agli appelli di prendere di mira i paesi della Coalizione crociata". 

Ma quello che hanno sgozzato non è un crociato e loro non sono soldati. I soldati hanno un codice e combattono con altri uomini armati. Sgozzare un parroco ottantaseienne e ferire delle suore, dei fedeli inermi, non ha nulla di un'operazione militare. 
Inviterei tutti i media a non riferirsi a questi assassini come a soldati. Che lo dica l'Isis è comprensibile, che lo riferiamo noi, no.

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