immigrazione rovina italia

Feltri: "Gentiloni premier molle e incerto, si dimetta o vada all'inferno"

Il direttore di Libero si sfoga sulle dichiarazioni inutili di Gentiloni in risposta all'Austria e all'Ungheria che avevano consigliato all'Italia di chiudere porti e confini per contrastare l'invasione

Fabio Montoli
Feltri: "Gentiloni premier molle e incerto, si dimetta o vada all'inferno"

foto internet

La dichiarazione di Paolo Gentiloni in risposta all’Ungheria e ad altre nazioni europee che consigliano all'Italia di chiudere i porti onde interrompere le invasioni barbariche, non ha di certo lasciato Vittorio Feltri indifferente e, soprattutto, in silenzio. Come l'ha definita lui, è una pietra miliare di stoltezza. Senza dubbio, rispondere "Non accettiamo lezioni né minacce da nessuno", è effettivamente senza senso e nulla ha a che fare con il disastro della gestione dei finti profughi.

"Il nostro esile presidente del Consiglio, - afferma stizzito Feltri - è talmente nel pallone da non capire che, invece, deve accettare lezioni da chiunque abbia fatto molto meglio di lui, compresa l’Austria che è pronta a schierare l’esercito al Brennero per impedire che orde di africani oltrepassino il confine e vadano a infastidire Vienna e dintorni. Il nostro Paese è l’unico che in Europa cala le brache di fronte all’incessante immigrazione, incapace di assumere provvedimenti all’altezza dell’emergenza sotto gli occhi di tutti i cittadini, tranne quelli del governicchio romano di carta velina.

A causa di Gentiloni e del suo partito in corso di disfacimento, - continua il Direttore di Libero - stiamo diventando, siamo già diventati gli zimbelli della UE, manifestando una sciatteria organizzativa impressionante. Ci comportiamo come il signor Tentenna, compiamo un passo avanti e due indietro, seguitiamo ad accogliere cani e porci, sopportiamo le imprese folli delle Ong, soccombiamo alle pretese degli scafisti, ci rechiamo spontaneamente in acque libiche a raccogliere nel Mediterraneo qualunque sfigato che, però, paga 5 mila euro per farsi trasportare nella nostra devastata patria. Ma Gentiloni non osa reagire se non contro quelli che gli chiedano di svegliarsi e di spicciarsi a vietare ai barconi di attraccare qui nella penisola.

Di un premier tanto molle e incerto non sappiamo che farcene, si dimetta e tolga la sua insignificante persona dalla stanza dei bottoni, dato che non li sa neppure pigiare. Oppure anziché atteggiarsi a bulletto davanti ai suggerimenti di buon senso dell’Austria e dell’Ungheria circa i metodi da adottare contro gli aborigeni, ne faccia tesoro e li attui diligentemente, da bravo scolaretto quale non è.

La vuole capire o no che i connazionali non ne possono più di ospitare bande di neri? Che sono esasperati e si domandano perché mai il loro Paese sia il solo a considerare le proprie frontiere una sorta di gruviera perforabile da qualsiasi sbandato? Gentiloni se non vuole andare a nascondersi, vada almeno all’inferno dove ha un posto prenotato".

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