buonismo alla sbarra

Giudice inseguito in auto: "Adesso mi armo, lo Stato non c'è più"

Il Magistrato pone un reale problema: "Abbiamo perso totalmente il controllo del territorio. È tempo che la gente pensi a difendersi da sola. Se fossi stato armato, come è mio diritto e come sarò d'ora in poi, che sarebbe successo se quei due mi avessero fermato e aggredito?"

Fabio Montoli
Giudice inseguito in auto: "Adesso mi armo, lo Stato non c'è più"

Foto cronaca

Con una lettera aperta, pubblicata dai quotidiani veneti del gruppo L'espresso, Angelo Mascolo, Magistrato di Treviso, racconta l'episodio che lo portato a una scelta drastica: "Questo Stato non è più nelle condizioni di garantire la sicurezza dei cittadini. Anzi, semplicemente lo Stato non c'è più. D'ora in poi faccio da me: quando esco di casa mi metto in tasca la pistola".

Il giudice Angelo Mascolo ha denunciato che "lo Stato ha perso totalmente il controllo del territorio ed è ora che la gente pensi a difendersi da sola", e spiega che qualche sera fa si trovava in auto quando ha deciso di sorpassare una macchina di grossa cilindrata che ha cominciato a inseguirlo e a dare colpi di abbaglianti, procurando al Magistrato non poca paura e timore per la proprio vita. Poco dopo, fortunatamente, il giudice ha incontrato una pattuglia di carabinieri, che hanno immediatamente fermato gli inseguitori che si sono giustificati dicendo che, il Giudice, era stato seguito "per esprimere critiche sul suo modo di guidare".

Il Giudice, che non crede alla versione degli inseguitori, si pone un problema: "Se fossi stato armato, come è mio diritto e come sarò d'ora in poi, che sarebbe successo se, senza l'intervento dei Carabinieri, le due facce proibite a bordo della Bmw mi avessero fermato e aggredito, come chiaramente volevano fare?".

La lettera continua poi con una critica nel confronti dei colleghi giudici e dello Stato: "Se avessi sparato avrei subito l'iradiddio dei processi per eccesso di difesa, la vita umana è sacra e via discorrendo, da parte di miei colleghi che giudicano a freddo e difficilmente, ed è qui il grave errore, tenendo conto dei gravissimi stress di certi momenti. Il problema della legittima difesa - continua Mascolo - è un problema di secondo grado come quello di asciugare l'acqua quando si rompono le tubature. Il vero problema sono le tubature e, cioè, che lo Stato ha perso completamente e totalmente il controllo del territorio, nel quale, a qualunque latitudine, scorrazzano impunemente delinquenti di tutti i colori. La severità nei confronti di questi gentiluomini è diventata, - conclude il Giudice - a dir poco, disdicevole, tante sono le leggi e le leggine che provvedono a tutelarli per il processo e per la detenzione e che ti fanno, talvolta, pensare: ma che lavoro a fare?".

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