Far west con beffa

Lecco, ladri albanesi fuggono dai Carabinieri a 200 all'ora: fermati e liberati

Inseguiti per 25 chilometri si sono poi schiantati. In auto avevano arnesi da scasso, guanti in lattice e cappellini ma il giudice ha concesso loro la libertà

Redazione
Lecco, albanesi fuggono dai Carabinieri a 200 all'ora: fermati e subito liberati

Inseguimento a velocità folle per le strade lecchesi nella tarda serata di lunedì, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia cittadina hanno notato un'Alfa Romeo 156 con a bordo tre persone, percorrere con fare sospetto la superstrada 36. Quando la pattuglia si è avvicinata per tentare di effettuare un controllo, il conducente ha premuto il piede sull'acceleratore dando il via ad una folle corsa in direzione nord. La vettura in più occasioni ha superato i 200 chilometri orari, mettendo a repentaglio, con manovre pericolose finalizzate ad allontanare i Carabinieri, anche la sicurezza degli utenti in transito.

L'inseguimento che si è protratto per oltre 25 chilometri. A causa dell'altissima velocità il conducente ha perso il controllo della vettura, schiantandosi all'uscita della galleria di Dorio. La fuga però, non era ancora finita: i tre hanno tentato di allontanarsi a piedi; uno è subito riuscito a far perdere le proprie tracce dopo aver abbandonato una borsa contenente arnesi da scasso, guanti in lattice e cappellini, mentre gli altri due complici sono stati bloccati dai Carabinieri al termine di una breve colluttazione, nella quale i due militari sono rimasti feriti in maniera lieve.

Tradotti in caserma per gli accertamenti di rito, Oraldo Doci, classe 1995 e Adriano Bardhi, di un anno più giovane, entrambi senza precedenti specifici, sono stati tratti in arresto per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Mercoledì mattina sono stati sottoposti al processo con rito direttissimo. A Doci e Bardhi è stata inflitta una condanna a due anni di reclusione con pena sospesa, così al termine dell'udienza hanno lasciato il tribunale in stato di libertà, non essendo stata disposta alcuna misura restrittiva nei loro confronti.

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