Denuncia da parte della CGIA

Cittadini tartassati: allo Stato l'80% delle tasse, che non ritornano sul territorio

La quasi totalità del gettito finisce nelle casse centrali, ma diminuiscono i trasferimenti e aumentano i tributi locali che gravano su cittadini e imprese

Redazione
Cittadini tartassati: allo Stato l'80% delle tasse, che non ritornano indietro

Matteo Renzi. Foto ANSA

Quasi l'80 per cento delle tasse pagate dai contribuenti (per la precisione il 78,8 per cento) finisce nelle casse dello Stato centrale. Ad annunciarlo è stato sabato l'Ufficio studi della CGIA, precisando che su un ammontare complessivo di 493,5 miliardi di euro di imposte dirette (Irpef, Ires, Irap, etc.), indirette (Iva, Imu, imposta di registro, etc.) e in conto capitale (imposta sulle successioni e donazioni, etc.) versate dagli italiani nel 2015, ben 389 miliardi (78,8 per cento del totale) sono stati incassati dall'Erario; 69,7 miliardi dalle Regioni (14,1 per cento del totale), 29,3 miliardi dai Comuni (5,9 per cento del totale); 4,1 miliardi dalle Province (0,8 per cento del totale) e altri 1,3 miliardi (0,3 per cento del totale) da altri enti locali (Asl, Consorzi di bonifica, Camere di Commercio, etc.).

Aggiungendo 218,5 miliardi di contributi sociali effettivi (previdenziali + assicurativi) pagati dagli italiani, la Pubblica amministrazione incassa complessivamente 712,1 miliardi di euro. Dichiara il coordinatore dell'Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo: "Se sul fronte fiscale la quasi totalità del gettito tributario finisce nelle casse dello Stato centrale, gran parte della spesa, al netto degli interessi sul debito pubblico e della previdenza, viene gestita dalle Amministrazioni locali. Dei 432 miliardi di spesa pubblica al netto di interessi e previdenza, il 53 per cento è in capo a Regioni, Province e Comuni. Insomma, la quasi totalità delle nostre tasse finisce a Roma, ma oltre la metà della spesa è a carico di Regioni e autonomie locali".

Tra il 2010 e il 2015, i Comuni hanno subito un taglio dei trasferimenti da parte dello Stato centrale di 11,9 miliardi. Per salvaguardare i bilanci e i servizi erogati alla popolazione i Sindaci sono stati costretti ad aumentare le tasse locali di 11,3 miliardi. Da una parte il Governo ha tagliato drasticamente i fondi a disposizione degli enti locali, dall'altra i Comuni ci hanno "rimesso" 600 milioni di euro, ma a pagare il conto più salato sono stati i cittadini e le imprese che hanno dovuto compensare i mancati trasferimenti subendo un fortissimo aumento dei tributi locali. Con la sostituzione dell'Ici con l'Imu, ad esempio, il carico fiscale sui capannoni e sui negozi è più che raddoppiato, passando da 4 a 9,5 miliardi di euro.

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