notabili note

"Lasciamo si faccia bello agli occhi della morosa: lo picchiamo dopo", si dissero i commissari UE

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Edoardo Varini

Edoardo Varini

Dopo anni, dopo decenni di editoria e comunicazione mi sono reso conto che senza una precisa scelta d'azione lo scarto tra la parola e lo stato delle cose è incolmabile. Se questo scarto era tollerabile un tempo, quando all'incirca il nostro Paese viveva in un sostanziale benessere, ora non lo è più. In ragione di 5 milioni di poveri e stipendi e pensioni da fame non lo è più. In ragione di riforme di cartapesta e malgoverno non lo è più. Non è tornato il tempo dell'impegno, è giunto per la prima volta. Quello degli anni Settanta era un impegno ideologico spesso, troppo spesso avulso da una reale cognizione della condizione socio-economica delle persone. L'impegno di oggi – ancora di pochi ma è sufficiente contarsi ogni giorno per vedere che il numero cresce – ha dalla sua la forza del bisogno e la lucidità di un pensiero nuovo forgiato dallo scontro quotidiano con quell'entropia che il capitalismo sregolato unito ad una malintesa idea di sinistra senza volto né identità vorrebbe trionfante ma ancora non lo è. Opporsi a questa disumana insensatezza è un dovere. Doverosamente scrivo allora queste notabili note.

Lasciamo si faccia bello agli occhi della morosa: lo picchiamo dopo. Si dissero i commissari UE

I commissari UE responsabile dell'euro, Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici, ci hanno già chiesto via lettera garbatamente conto della "significativa deviazione" tra il deficit previsto dal Documento programmatico di bilancio per il 2017, pari al 2,3% , e quello consentito dalle norme contenute nel Patto di stabilità, che non ammettono venga superata la soglia del 2,2%.

Solo uno 0,1, dicono dal governo – che però sono sempre 1,6 miliardi di euro – un governo che prima del referendum costituzionale del 4 dicembre è e sarà di necessità intrattabile, dal momento che solo l'ostentazione della massima fermezza gli potrebbe consentire di vincere – ma quando mai? – una consultazione popolare quant'altre mai insensata. Come andare a sgridare tuo figlio davanti alla morosa: non otterrai mai nulla, perché deve dimostrare a lei di essere un uomo e poi, molto dopo a te di essere un figlio obbediente.

E questo l'Europa lo sa, ed ecco perché ogni decisione in merito allo sforamento è rinviata al post referendum, al 5 dicembre. Vedrete a quanto più miti consigli verrà ricondotto il figliolo Renzi quando lo prenderanno a quattr'occhi in una stanza e gli diranno per filo e per segno quello che dovrà fare. Dica pure ora: "Noi abbiamo fatto le cose in regola, l'Italia rispetta totalmente le regole. E la manovra non cambia". Sappiamo tutti che né la prima cosa né la seconda sono vere.

Arriverà la procedura per debito eccessivo, che comporterà una riduzione della sovranità. Avevamo una speranza che non succedesse. Che il figliuolo non facesse l'arrogante. Ma l'ha fatto, perché fino ad oggi gli è sempre andata bene. Da domani non più.

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