Legittima difesa, intervista al ristoratore di Lodi

Cattaneo, l'oste che si è difeso: "Ripugnante che lo Stato trasformi la vittima in un colpevole"

Resta in piedi l'accusa di eccesso colposo di legittima difesa, che può comportare una condanna a svariati anni di carcere e al risarcimento dei parenti del criminale: "Questo mi devasta psicologicamente. Ho la coscienza a posto, spero di uscire da questo incubo"

Marco Dozio
Cattaneo, l'oste che si è difeso: "Ripugnante che lo Stato trasformi la vittima in un colpevole"

Foto ANSA - Cattaneo con i segni dell'aggressione

Ci sarebbe da tirare un sospiro di sollievo perché lo Stato ha deciso di non perseguitare Mario Cattaneo con l’accusa di omicidio volontario. Il Pm contesta “solo” l’eccesso colposo di legittima difesa, e qualche organo di stampa liquida la faccenda come se i guai per il ristoratore di Casaletto Lodigiano, 67 anni, fossero sostanzialmente alle spalle. Peccato però che qualora fosse riconosciuto colpevole del suddetto reato, potrebbe essere condannato a qualche anno di galera e a un maxi risarcimento a favore dei congiunti del delinquente, accidentalmente ucciso durante una colluttazione all’interno della sua proprietà. Com’è successo, tra gli altri, a Franco Birolo, tabaccaio di Civè di Correzzola condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi di carcere e a risarcire la famiglia del criminale con 325.000 euro: dopo un calvario lungo 5 anni è stato assolto in appello. Cattaneo la notte del 10 marzo 2017 si trova faccia a faccia con un commando di banditi entrati nell’osteria alle 3.30: suona l’allarme, scende le scale con il figlio, ha paura e prende il fucile, deve proteggere se stesso e soprattutto la sua famiglia, compresi i tre nipotini che vivono al piano di sopra. Vuole solo farsi vedere per mettere in fuga i malintenzionati, ma uno di loro lo assale afferrando l’arma: durante la colluttazione Cattaneo cade e parte un colpo accidentale che ferisce mortalmente l’assalitore, il 32enne rumeno Petre Ungureanu. I tre complici fuggono, l’oste è a terra con tre costole rotte e varie ecchimosi che testimoniano l’aggressione. Le perizie dei Ris confermano, di fatto, la versione di Cattaneo, trovando sul fucile tracce di dna non riconducibili al ristoratore o ai suoi familiari e rilevando come la rosa di pallini sia partita dal basso verso l’alto. L’ipotesi di eccesso colposo di legittima difesa rimarrebbe in piedi perché Mario ha aperto la porta che s’affaccia sul cortile, temendo che i malviventi si stessero organizzando per sfondarla e “farci del male”. Quindi il calvario della vittima, l’incubo, è tutt’altro che archiviato.

Cattaneo, come sta vivendo la situazione?
È già qualcosa il fatto che non si parli più di omicidio volontario, ma non è quello che mi aspettavo. Io sono stato aggredito, c’è stata una colluttazione ed è partito il colpo, si è trattato di un fatto accidentale. Non so più cosa dire. Cerco di andare avanti sperando di uscire da questo incubo.

Dopo quello che ha subìto, sulla sua testa pende ancora una possibile condanna a diversi anni di carcere e a risarcire i parenti del criminale.
Questo mi devasta psicologicamente. Finora sono riuscito a reagire, e spero di riuscire a reggere ancora, anche se è molto difficile”.

Chi le è stato vicino?
Ho ricevuto tanta solidarietà, molte persone sono venute a farmi visita, la famiglia mi è accanto. Tutti mi sono stati accanto.

Tutti ad eccezione dello Stato?
Mi verrebbe da dire così, aspettiamo però l’evoluzione degli eventi, vediamo cosa succede.

Quanto le è costato finora difendersi?
Non posso ancora dirlo, certo ritengo profondamente ingiusto quanto io e la mia famiglia siamo costretti a subire.

Sente di avere la coscienza a posto?
Assolutamente sì, non ho fatto nulla di sbagliato, non ho commesso alcun reato, non ho un briciolo di colpa. Ero in casa mia, avevo tre bambini piccoli al piano di sopra.

Come l’hanno fatta sentire le critiche di certi politici e opinionisti? Quei giudizi l’hanno ferita?
A quelle persone non auguro di vivere quello che vissuto. Ma prima di parlare, magari a sproposito, dovrebbero almeno sforzarsi di immaginare cosa può succedere in certe situazioni. Mi hanno criticato senza nemmeno sapere chi sono. E senza sapere cosa si prova in quei momenti. Svegliarsi di colpo alle 3.30 di notte, la paura, l’aggressione subìta e poi il sangue, le botte, i lividi, l’ambulanza, sapere che questi delinquenti possono fare del male ai tuoi cari. Se quella banda avesse evitato di attuare l’assalto, non sarebbe successo nulla.

Lo Stato italiano rischia di trasformare lei, la vittima, in un colpevole.
Sì, ed è ripugnante.

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