incontri tra diplomatici Usa-Gb con Jadran

Isis, l'America si sveglia e si accorge della Libia. Ma solo per far soldi

Jason Pack di Libya-Analysis rivela: "I governi occidentali stanno premendo per una ripresa delle esportazioni perchè vogliono garantire che lil Paese rimanga solvibile e che abbia le risorse per avviare la ricostruzione dello Stato"

Redazione
Isis, l'America si sveglia e si accorge della Libia. Ma solo per far soldi

Passati i tempi delle amicizie "scomode" con Gheddafi, gli USA filano adesso con Jadran

Diplomatici americani e britannici hanno incontrato in più riprese nei mesi scorsi i leader delle milizie libiche per favorire la ripresa delle esportazioni petrolifere. Lo hanno riferito al Wall Street Journal miliziani e funzionari occidentali. Secondo l'analista Jason Pack di Libya-Analysis, "i governi occidentali stanno premendo per una ripresa delle esportazioni perchè vogliono garantire che la Libia rimanga solvibile, capace di combattere l'Isis e che abbia le risorse per avviare la ricostruzione dello Stato".

Secondo il quotidiano americano, i diplomatici statunitensi e britannici hanno incontrato lo scorso maggio Ibrahim Jadran, leader delle Guardie di Difesa Petrolifera (PDG) addette al controllo dei siti petroliferi, e altri leader. Nuovi incontri con Jadran si sono poi tenuti a inizio agosto in un albergo di Istanbul, dove il miliziano era in convalescenza dopo un intervento chirurgico. Nel corso dei colloqui di agosto, secondo quanto riferito dal portavoce di Jadran, i diplomatici occidentali avevano sollecitato la riapertura dei porti. E pochi giorni dopo gli incontri, Jadran e il governo di unità nazionale libico avevano annunciato la riapertura dei porti.


L'8 settembre l'inviato USA Jonathan Winer avrebbe quindi incontrato rappresentanti delle forze libiche guidate dal generale Khalifa Haftar, che risponde al governo di Tobruk, e funzionari del governo di unità nazionale guidato da Fayez Sarraj, secondo quanto riferito da fonti USA ed europee e da una persone vicina ad Haftar. Secondo il loro resoconto, i rappresentanti di Haftar avrebbero lasciato i colloqui con il timore di essere messi da parte in un futuro esercito libico: tre giorni dopo, le forze del generale hanno quindi preso il controllo dei porti petroliferi fino ad allora controllati da Jadran.

I governi occidentali hanno condannato l'iniziativa di Haftar, che ha però concesso al colosso petrolifero libico (Noc) di gestire le esportazioni. Nei giorni scorsi sono partite le prime petroliere, tanto la produzione di greggio che ad agosto si attestava sui 300.000 barili al giorno, il 23 settembre era invece di 410.000 barili, stando ai dati diffusi dalla Noc.

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